Istat: deficit/Pil al minimo da 10 anni, e cala la pressione fiscale

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Istat: deficit/Pil al minimo da 10 anni, e cala la pressione fiscale

Insomma i prezzi tornano a salire, anche se di poco. 'La stabilità dell'inflazione a dicembre 2017 -spiega l'Istituto di Statistica - è la sintesi di dinamiche opposte. Se gli italiani hanno assunto un atteggio da "formichine", il rovescio della medaglia si vede nel fatto che i consumi non si sono mossi tanto, con una crescita dello 0,2% trimestrale.

Pertanto, a dicembre sia l'inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, sia quella al netto dei soli beni energetici confermano le stesse variazioni registrate nel mese precedente (rispettivamente +0,4% e +0,6%).

Secondo le stime preliminari, l'indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) aumenta dello 0,3% su base mensile e dell'1,0% su base annua (era +1,1% a novembre). Sono i tratti salienti della rilevazione Istat sul terso trimestre del 2017, periodo durante il quale la propensione al risparmio delle famiglie consumatrici è aumentata di 0,5 punti percentuali, salendo all'8,2%: si pone così fine a un periodo di quattro cali consecutivi, ovvero dopo un anno di magra per i salvadanai degli italiani. Bene anche il rapporto tra debito pubblico e prodotto interno lordo: l'indebitamento netto della pubblica amministrazione in rapporto al Pil è stato pari al 2,1%, con un miglioramento di 0,3 punti percentuali rispetto allo stesso trimestre del 2016 (quando era stato del 2,4%).

Il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è aumentato dello 0,7% rispetto al trimestre precedente, mentre i consumi sono cresciuti dello 0,2%. Secondo quanto riferisce l'Istat, nel 3° trimestre del 2017 la pressione fiscale è scesa al 40,3%, in riduzione di 0,4 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

Tuttavia si registra anche un rallentamento nella corsa dei consumi: nel terzo trimestre del 2017 la spesa delle famiglie sale solo dello 0,2% (il rialzo congiunturale più contenuto dall'inizio del 2016).

La quota di profitto delle società non finanziarie, pari al 41,3%, è diminuita di 0,4 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. Il tasso di investimento, pari al 20,7%, è aumentato di 0,5 punti percentuali rispetto al trimestre precedente.

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