IPhone: a rischio la salute mentale dei bambini. L'appello alla Apple

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IPhone: a rischio la salute mentale dei bambini. L'appello alla Apple

Il caso del rallentamento di alcuni modelli di iPhone - il cosiddetto sospetto di "obsolescenza programmata" da Apple - arriva in procura. Il colosso Usa ha recentemente riconosciuto di rallentare volontariamente i vecchi modelli di smartphone. L'indagine aperta il 5 gennaio scorso dalla procura di Parigi in seguito a una denuncia presentata il 27 dicembre scorso dall'Associazione Halte a l'obsolescence programme'e (Hop).

Apple non ha voluto commentare la notizia. In Francia dal luglio 2016 è in vigore una legge che configura come reato l'obsolescenza programmata e prevede fino a due anni di carcere e un'ammenda che va da 300 mila euro al 5 per cento del giro d'affari dell'azienda ritenuta colpevole.

Anche nel Bel Paese esiste questo rischio, visto che dati (inquietanti) del Censis alla mano nella mappa del nuovo immaginario degli italiani i social network si posizionano al primo posto (32,7%), seguiti a breve dallo smartphone (26,9%) e dal selfie (21,6%), prima persino della casa di proprietà (17,9%) e del buon titolo di studio come strumento per accedere ai processi di ascesa sociale (14,9%). Dall'altro lato c'è l'esperienza di tutti noi, che racconta di aggeggi che passano indenni il periodo di garanzia e molto spesso vivono una sorta di crisi del terzo anno: proprio appena è finita la copertura del produttore - e magari mentre esce una nuova versione - le prestazioni calano, la batteria crolla, inizia a verificarsi qualche guasto.

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