Elezioni. "Potere al Popolo"

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Elezioni.

Un movimento di lavoratrici e lavoratori, di giovani, disoccupati e pensionati, di competenze messe al servizio della comunità, di persone impegnate in associazioni, comitati territoriali, esperienze civiche, di attivisti e militanti, che coinvolge partiti, reti e organizzazioni della sinistra sociale e politica, antiliberista e anticapitalista, comunista, socialista, ambientalista, femminista, laica, pacifista, libertaria, meridionalista, che in questi anni sono stati all'opposizione e non si sono arresi. All'attivo si contano più di cento assemblee convocate dal basso in tutta Italia e in alcune città europee con forte presenza di migranti italiani.

La sfida lanciata da Potere al popolo non è semplice, innanzitutto guardando all'obiettivo cronologicamente più immediato che è quello di superare la soglia di sbarramento del 3% prevista dalla legge elettorale per le elezioni del 4 marzo. L'associazionismo che si fa partito e che prova a dare un'alternativa al paese alle prossime elezioni politiche. Nonostante la censura mediatica il progetto si è radicato in tutto il paese attraverso centinaia di assemblee territoriali sperimentando la scrittura condivisa e partecipata di un programma politico chiaro e radicale, che parla di democrazia, giustizia sociale, di riappropriazione di sovranità popolare a tutti i livelli ed in tutti gli ambiti della società.

Affrontando poi il tema della questione di genere, balza subito agli occhi che ci sarà una sola donna a capo di una coalizione e si tratta proprio di Viola Carofalo, ricercatrice precaria napoletana, portavoce di Potere al popolo.

"Potere al Popolo - scrivono in una nota i rappresentanti - nasce per unire la sinistra reale, quella invisibile ai media, che vive nei conflitti sociali, nella resistenza sui luoghi di lavoro, nelle lotte, nei movimenti contro il razzismo, per la democrazia, per i beni comuni, per la solidarietà e la pace, che non vuole essere solo una lista elettorale ma un movimento popolare che lavori per un'alternativa di società".

La sfida, come si diceva, è ardua. Tanto che l'appuntamento del prossimo 14 gennaio a Napoli può essere considerato il punto di arrivo di un lungo percorso, caratterizzato dalla celebrazione di circa 150 assemblee territoriali: momenti di confronto da cui sono scaturiti spunti programmatici e candidati.

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