Decreto Popolari, De Benedetti: "Compra, ho parlato con Renzi"

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Decreto Popolari, De Benedetti:

De Benedetti: Sono stato in Banca d'Italia l'altro giorno, hanno detto (incomprensibile) che è ancora tutto aperto. "Se vuole glielo faccio studiare, uno di quelli che potrebbe avere maggiore impatto e poi però bisognerebbe coprirlo con qualcosa".

A gennaio 2015 l'allora premier Matteo Renzi avrebbe rassicurato l'imprenditore Carlo De Benedetti che il decreto banche sarebbe passato.

Come spiega Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera, l'indagine romana per insider trading fu avviata dalla Procura di Roma su segnalazione della Consob per plusvalenze e movimentazioni anomale sui titoli delle Popolari. La clamorosa circostanza è contenuta nella richiesta di archiviazione della Procura di Roma nei confronti di Bolengo, amministratore delegato di Intermonte Spa, indagato per ostacolo alla vigilanza, e consegnata alla Commissione parlamentare d'inchiesta sulle banche. La settimana prima del decreto i titoli di alcune Popolari subirono forti rialzi. Fatto sta che Bolengo acquistò per De Benedetti titoli delle Popolari per 5 milionidi euro, ricavandone una plusvalenza di 600 mila euro.

Quattro giorni dopo, il 20 gennaio 2015, il Consiglio dei ministri approverà il decreto che impone alle Popolari di trasformarsi in società per azioni, tempo 18 mesi.

Dopo l'iscrizione nel registro degli indagati di Bolengo, la Procura di Roma interroga De Benedetti e Renzi in qualità di persone informate dei fatti. La telefonata tra l'Ingegnere e il suo professionista finanziario però sembra dire altro.

Bolengo: Sì su questo se passa un decreto fatto bene salgono. Ai magistrati, sia Renzi sia De Benedetti avevano negato di essere entrati nel merito della legge sulle popolari.

De Benedetti chiama Bolengo il 16 gennaio 2015. Tra i casi citati non solo quello di De Benedetti, ma anche quello del finanziere Davide Serra, che avrebbe ottenuto guadagni con la sua Algebris. Essendo già usciti rumors sull'imminente riforma, secondo la Procura le due "informazioni privilegiate" necessarie per commettere un insider trading sono quindi la scelta di usare un decreto legge e la data di emanazione.

Bolengo: Se passa è buono, sarebbe da avere un basket sulle Popolari.

Ora però dovrà essere anche la Commissione parlamentare ad esprimersi nell'ambito della "relazione sugli accertamenti compiuti negli ultimi mesi sulla gestione della crisi delle banche Popolari che ha causato - scrive il Corriere - perdite per milioni di euro e ha coinvolto migliaia di risparmiatori". "Alla riforma delle banche si dedicarono cenni del tutto generici e non fu riferito a De Benedetti nulla di specifico su tempi e strumento giuridico", dichiarò Renzi. Il procuratore Giuseppe Pignatone e il sostituto Stefano Pesci chiesero l'archiviazione ritenendo che "non sia stato commesso insider trading perché nella telefonata "De Benedetti si limita ad affermare di aver appreso di un 'intervento'".E poi "l'intervento sarebbe stato realizzato in tempi brevi, ma non necessariamente brevissimi e comunque non determinanti".

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