Bufera su Trump, frase volgare su altri Paesi

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Bufera su Trump, frase volgare su altri Paesi

Donald Trump senza freni. Secondo quanto riferisce il 'Washington Post', per Trump gli Stati Uniti dovrebbero attirare più immigrati da paesi come la Norvegia.

La frase del presidente Usa, Donald Trump in una riunione nella Sala Ovale della Casa Bianca ha fatto il giro del mondo in pochi secondi sollevando un vespaio e costringendo gli stessi uomini vicini a Trump a rimediare.

Intanto Trump ha annullato la visita in Gran Bretagna in programma a febbraio per inaugurare la nuova ambasciata Usa a Londra.

Alcuni politici a Washington scelgono di combattere per paesi stranieri, ma il presidente combatterà sempre per gli americani.

Infine il cardinale Blase Cupich di Chicago, proprio ieri ha twittato un ringraziamento a Jean Baptiste Point Du Sable, fondatore della città e immigrato haitiano, e ha aggiunto: "Siamo una nazione di immigrati, che hanno reso grande l'America e che continuano ad arricchirla con i doni che portano sulle nostre coste ". Trump ha spiegato in un tweet di avere preso la decisione a causa del suo disappunto nei confronti del predecessore Barack Obama, che avrebbe venduto l'attuale ambasciata per "noccioline", per costruirne una da 1,2 miliardi di dollari. "Quel cesso di Paesi" - traduzione letterale di "Shithole countries" - è diventato in poco tempo il marchio di fabbrica di un presidente che mette in fila uno dietro l'altro gaffe e ideali deprecabili. Le Nazioni Unite hanno immediatamente censurato le parole di Trump: secondo il portavoce dell'ufficio Onu dei diritti umani Rupert Colville "si tratta di un pensiero vergognoso e scioccante, non si possono liquidare interi paesi e continenti come "shithole". Durante una telefonata col Presidente statunitense, Macron ha sottolineato la determinazione della Francia nell'osservare "la rigorosa applicazione dell'accordo e l'importanza che tutti i firmatari lo rispettino". A New York, però, è stata mostrata più prudenza che sdegno. "E non è che gli Stati Uniti non abbiano difficoltà - ha detto il vicesegretario dell'Anc, Jessie Duarte - ci sono milioni di disoccupati negli Stati Uniti, milioni di persone che non hanno assistenza sanitaria o accesso all'istruzione e non ci degneremmo di fare commenti sprezzanti come questo".

Da ricordare è che lo status di protezione è stato loro accordato perché provenienti da paesi distrutti da catastrofi, come i terremoti che hanno devastato El Salvador e Haiti.

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