Trump vieta le parole 'transgender', 'feto' e 'diversità' nei documenti della Sanità

Share

Trump vieta le parole 'transgender', 'feto' e 'diversità' nei documenti della Sanità

Le parole proibite sono "vulnerabile", "diritto", "diversità", "transgender", "feto", "evidence-based" e "scientific-based", cioè basato su prove e sulla scienza, che i funzionari dell'amministrazione Trump suggeriscono di sostituire con la frase: "I Cdc basano le proprie raccomandazioni sulla scienza in considerazione degli standard e della volontà della comunità".

A rivelare la blacklist è stato il Washington Post, che ha dato conto di un episodio avvenuto ad Atlanta, in uno dei Centers for Disease Control and Prevention (Cdc), un'autorità sanitaria internazionalmente conosciuta e stimata, con un bilancio di circa 7 miliardi di dollari ed oltre 12 mila dipendenti.

La decisione dell'amministrazione Trump è stata comunicata durante un una riunione del CDC dedicata alla stesura dei documenti per il bilancio del prossimo anno, documenti da cui quei termini dovranno essere banditi.

In altri non è stata offerta alcuna alternativa.

Donald Trump ha colpito ancora, scatenando le ormai immancabili polemiche. Una scelta che creerà sicuramente grandi difficoltà alla stessa Cdc, poiché suo compito principale consiste nel divulgare documenti che trattano malattie a trasmissione sessuale, riproduzione e altri casi simili.

Non è la prima volta però che nella gestione delle agenzie federali emerge la volontà di Trump di abbandonare la via di Obama che sulle tematiche legate all'orientamento sessuale aveva posto molta attenzione, dall'identità di genere ai diritti delle donne.

Per esempio a marzo, riferisce il quotidiano, il Dipartimento della Salute ha evitato di fare domande sull'orientamento sessuale e l'identità di genere in due sondaggi sugli anziani. E ha già da tempo cancellato dal proprio sito le pagine che contenevano informazioni sulla salute delle persone omosessuali e transessuali, mentre il settore che si occupa di Infanzia e Famiglia ha rimosso le pagine che fornivano informazioni sui servizi disponibili per le persone LGBT che spiegavano come ricevere aiuto se vittime di trafficanti.

Certo, ora non si capisce come il centro nazionale per l'Aids, la tubercolosi e le malattie sessualmente trasmissibili possa evitare di usare la parola transgender lavorando sulla prevenzione dell'Hiv tra queste persone. O come il Cdc possa lavorare sui difetti alla nascita causati da Zika senza utilizzare la parola feto nella sue ricerche.

Share

Pubblicità



© Molisedoc. Tutti i diritti riservati.