Sestri Levante, svolta nell'omicidio dell'imbianchino

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Sestri Levante, svolta nell'omicidio dell'imbianchino

Dalla conferenza stampa che si è tenuta questa mattina presso la questura di Genova, a seguito dell'arresto di Gesonita Barbosa e Paolo Ginocchio, accusati dell'omicidio di Antonio Olivieri avvenuto a Sestri Levante lo scorso 23 novembre, emergono nuovi dettagli su quanto accaduto. I due avrebbero agito per odio e devono rispondere di omicidio aggravato dalla premeditazione.

La 35enne avrebbe architettato il piano, e il nuovo compagno l'avrebbe portato a termine. Le indagini dei poliziotti sono partite proprio dai dissapori tra i due (denunce, accuse e dispetti d'ogni genere) e dal fatto che la donna, malata di ludopatia e dedita all'abuso di alcolici, necessitava di ingenti somme di denaro per coprire la sue perdite ai videopoker. Olivieri è stato attirato con uno stratagemma nello scantinato, poi colpito più volte alla testa con un corpo contundente e lasciato in una pozza di sangue.

Svolta nell'omicidio dell'imbianchino di Sestri Levante. Nelle prove a loro carico una serie di sms scritti il giorno prima della morta di Olivieri, in particolare un messaggio in cui Ginocchio chiedeva alla compagna di cancellare tutta la loro corrispondenza sul caso. Dietro il delitto anche questioni economiche.

La morte di Antonio Olivieri, molto conosciuto a Sestri Levante perché gestore di una pagina Facebook dalla quale denunciava i problemi della cittadina rivierasca, a lungo anche attivista del Movimento Cinque Stelle, aveva destato profondo scalpore nel levante ma anche a Genova, dove abita e vive la sorella della vittima. Un altro particolare decisivo ai fini delle indagini riguarda il ritrovamento nell'auto del presunto omicida di una confezione di fascette elettriche, ben occultata, dello stesso tipo di quelle utilizzate per stringere il collo di Olivieri: dalla confezione, fra l'altro, mancherebbero alcune fascette, secondo la polizia quelle usate per l'omicidio.

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