Istat, nuova ricerca evidenzia il rischio povertà per un italiano su tre

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Istat, nuova ricerca evidenzia il rischio povertà per un italiano su tre

Secondo l'Istituto di Statistica "aumentano sia l'incidenza di individui a rischio di povertà, il 20,6%, dal 19,9%, sia la quota di quanti vivono in famiglie gravemente in difficoltà, il 12,1% dall'11,5%, e quella delle persone che vivono in famiglie a bassa intensita' lavorativa, il 12,8%, da 11,7%". Questa la traduzione in numeri assoluti di una percentuale pari al 30%. "Una significativa e diffusa crescita del reddito disponibile e del potere d'acquisto delle famiglie (riferito al 2015), ma anche un aumento della disuguaglianza economica e del rischio di povertà o esclusione sociale".

Tuttavia, si evidenzia, la crescita del reddito è più intensa per il quinto più ricco della popolazione, trainata dal sensibile incremento della fascia alta dei redditi da lavoro autonomo, in ripresa ciclica dopo diversi anni di flessione pronunciata. Sulla base di tali informazioni, l'Unione europea calcola gli indicatori ufficiali per la definizione e il monitoraggio degli obiettivi di politica economico-sociale perseguiti dalla Strategia Europa 2020, che si propone di ridurre di 20 milioni gli individui esposti al rischio di povertà o esclusione sociale a livello Ue entro il 2020. E ancor, "tra coloro che vivono in famiglie con almeno un cittadino non italiano il rischio di povertà o esclusione sociale è quasi il doppio (51,0%) rispetto a chi vive in famiglie di soli italiani (27,5%)". Ben 18 milioni di cittadini, praticamente un italiano su tre, è a rischio povertà o esclusione sociale. I paesi dove i redditi sono in assoluto distribuiti in modo più diseguale sono Romania, Lituania e Bulgaria. Al Nord il rischio è minore, ma le cifre negative sono comunque in aumento. Il reddito netto medio annuo per famiglia, esclusi gli affitti figurativi, era pari a 29.988 euro, circa 2.500 euro al mese (+1,8% in termini nominali e +1,7% in termini di potere d'acquisto rispetto al 2014).

Metà delle famiglie residenti in Italia percepisce un reddito netto non superiore a 24.522 euro l'anno (circa 2.016 euro al mese: +1,4% rispetto al 2014). Nel Centro un quarto della popolazione (25,1%) permane in tale condizione. Il reddito mediano cresce nel Mezzogiorno in misura quasi doppia rispetto a quella registrata a livello nazionale (+2,8% rispetto al 2014), rimanendo però su un volume molto inferiore (20.557 euro, circa 1.713 mensili). Secondo il rapporto Condizioni di vita, reddito e carico fiscale delle famiglie pubblicato oggi dall'Istat, nel 2016 gli italiani a rischio di povertà o esclusione sociale sono 18.136.663 (il 30%), in crescita rispetto al 2015 (28,7%) e al 2008 (25,5%, con 3.054.663 italiani a rischio povertà in più rispetto all'anno d'inizio della crisi). Inoltre, l'Istat rileva che il Mezzogiorno resta l'area territoriale più esposta al rischio di povertà o esclusione sociale (46,9%, in lieve crescita dal 46,4% del 2015).

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