Il dipendente pubblico che commette una molestia sessuale sarà licenziato

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Il dipendente pubblico che commette una molestia sessuale sarà licenziato

Le nuove regole si mettono quindi al passo con i tempi, con i cambiamenti della società. O meglio l'attenzione a questa problematica, già presente nel contratto attualmente in vigore e non rinnovato da molti anni, viene sensibilmente rafforzata nella bozza in discussione tra sindacati e Aran (l'agenzia pubblica che si occupa della contrattazione).

Licenziamento più facile nella pubblica amministrazione per chi si renda responsabile di molestie sessuali gravi. Una mappa dettagliata delle condotte da evitare, degli obblighi da rispettare se non si vuole incappare in sanzioni che vanno dal semplice rimprovero verbale all'espulsione. La 'pena' massima è prevista se c'è "recidiva" di "atti o comportamenti o molestie a carattere sessuale" o "quando l'atto, il comportamento o la molestia rivestano carattere di particolare gravità". Perché, spiega, "in Italia le norme sono sempre ottime, ma poi bisogna vedere come vengono applicate e nel caso specifico c'è il rischio che, dopo la denuncia, si sia sopraffatti dal buonismo verso il molestatore, soprattutto se è più alto in grado".

Si legge sul sito di TgCom24: "La conseguenza immediata è la sospensione, fino a un massimo di sei mesi".

Ma nel testo dovrebbe finire anche una regolamentazione dei conflitti di interesse; licenziamento per chi stipula contratti con imprese con cui nel biennio precedente ha già avuto affari di natura privata. In caso di comportamento reiterato scatterà il licenziamento immediato.

Per i furbetti del weekend le sanzioni saranno graduate: secondo quanto previsto dalla bozza visionata dall'Ansa è prevista la sospensione da 11 giorni a 6 mesi fino a due assenze ingiustificate dal servizio in continuità con giornate festive, di riposo settimanale o di ingiustificate assenze collettive in periodi ad alto tasso di intensità lavorativa.

"Si applica" il licenziamento anche per lo statale che accetta o chiede, per sé o per altri, regali o altre utilità non di modico valore, al di sopra dei 150 euro, come contropartita per essersi adoperati, nell'ambito del proprio ufficio, a vantaggio diretto di chi fa il dono. Domani governo e parti sociali si incontreranno di nuovo.

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