Higuain non le manda a dire e punzecchia anche Sarri

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Higuain non le manda a dire e punzecchia anche Sarri

"Dopo una vittoria a Udine in cui rimasi a secco, mi diede i brividi: disse che incarnavo lo spirito Juve e che avrebbe chiesto ad Allegri di mostrare la mia partita per una settimana alla squadra". Su tutte, la rete di Napoli, valsa più dei tre punti assegnati alla Juventus: con quel gol Higuain ha infatti ancora una volta zittito i fischi assordanti del pubblico partenopeo e tolto alcune certezze alla squadra di Sarri, fino a quel momento imbattuta in campionato.

Tecnica innata per un giocatore che iniziò da ala destra e trequartista, prima di diventare punta, al River Plate, ma solo perché tutti gli altri attaccanti si infortunarono: "È un ruolo che alla fine mi è piaciuto".

Poi la chiamata della Juve: "Non è stata una decisione facile, ma ne sono fiero e felice visto che poi ho disputato una finale di Champions". Un fischio lo senti anche tra dieci che applaudono. I complimenti di uno come lui mi rendono doppiamente felice. Meglio essere preparati mentalmente per non farsi sorprendere e buttarsi giù. Sarri disse che ero pigro perché voleva segnassi come Messi e Ronaldo. E' lui l'uomo copertina, ecco le sue parole: "Nessuno è più vicino alla bellezza di un numero 9". I nuovi compagni? Se non gioco bene, capita che me lo facciano notare, ma per farmi sentire importante. Con Icardi sarà una sfida dura, ma non siamo solo noi: si gioca in 22, più quelli che entrano dalla panchina. Le loro critiche mi hanno migliorato. "Contro il Napoli siamo riusciti a chiudere la partita senza subire gol, una missione che contro i partenopei, per giunta al San paolo, è praticamente impossibile", osserva l'ex azzurro, tornato anche sul rapporto con i tifosi napoletani.

Inseguendo magari le orme del suo idolo assoluto, atipico per un argentino: "Ronaldo, il brasiliano".

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