Dopo dichiarazioni di Vegastorna il caso Banca Etruria

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Dopo dichiarazioni di Vegastorna il caso Banca Etruria

Le dichiarazioni del presidente di Consob, Giuseppe Vegas seguite dal dibattito televisivo di ieri sera con Marco Travaglio nello studio di Otto e mezzo, anziché placare i malumori, che iniziano a serpeggiare anche all'interno dello stesso partito del sottosegretario Maria Elena Boschi, ha riacceso i riflettori su un caso che probabilmente condizionerà la prossima campagna elettorale. "Ora pensare che sia nata e abbia danneggiato i risparmiatori per la Boschi è un'assurdità". Paolo Gentiloni, da una conferenza stampa a Bruxelles, si è espresso in favore di Maria Elena Boschi, invischiata nella delicata vicenda di Banca Etruria. Consoli ha rilevato come la prima indicazione da parte di Banca d'Italia sull'aggregazione con Vicenza arrivò il 6 novembre 2013 nella sede della banca a Montebelluna quando il capo della vigilanza Carmelo Barbagallo "consegna la memoria" dell'ispezione appena conclusa "e ci chiede di allontanarci un attimo e porta il presidente Trinca e me da parte dicendoci che la banca non è più in grado di camminare sulle proprie gambe e deve andare con una banca di adeguato standing". Ma il M5s ha attaccato ancora, parlando di "chiara influenza, seppur indiretta" dell'allora ministra sul presidente della Consob, Giuseppe Vegas, contro il quale si è schierato il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda: "Vegas è riuscito a distrarre l'attenzione dalle sue responsabilità". Una linea difensiva che Boschi mantiene anche oggi, davanti alle accuse delle opposizioni che le attribuiscono "scarsa trasparenza" e le chiedono di dimettersi. Con Vegas ci sono stati tre incontri. Ma l'allora ministro fece alcuna pressione? "Ce l'ha con me perché sono una donna". "Ma non ho fatto pressioni, non ho chiesto di intervenire, di fare niente di niente". "Ho incontrato più volte il presidente della Consob. Maria Elena Boschi ha mentito al Parlamento condizionando il voto sulla sua sfiducia".

Parole che vengono lette a sinistra e a destra del Pd come la prova che Boschi ha mentito in Parlamento, quando si presentò alle Camere assicurando di non aver fatto alcuna pressione.

La stessa sottosegretario si difende stamane dalle colonne de La Repubblica, in una esclusiva intervista: "Mai fatta alcuna pressione, di nessun tipo". Lo dichiara in una nota il deputato di Mdp ed esponente di Liberi e Uguali Arturo Scotto."Tenuto conto della disciplina generale sul conflitto d'interessi che regola l'attività dei membri del Governo in carica, nonché di quanto emerso dai lavori della Commissione parlamentare d'inchiesta sul sistema bancario e finanziario, ci sembrerebbe l'unica decisione di buon senso". Il tesoriere Bonifazi 'invita' Di Maio, Di Battista e il resto del 'partito delle dimissioni subito' a citare il passaggio in cui Boschi avrebbe mentito.

"Mi auguro che le prossime settimane non siano dominate da bisticci sulle banche, non mi sembra quello che vogliono i cittadini".

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