Cosa significa il riconoscimento di Gerusalemme capitale di Israele?

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Cosa significa il riconoscimento di Gerusalemme capitale di Israele?

"La decisione di Trump è un passo importante verso la pace, perché non ci può essere alcuna pace che non includa Gerusalemme come capitale di Israele".

La decisione di Trump per i palestinesi significa l'allontanamento della prospettiva di veder riconosciuta Gerusalemme est come capitale di un futuro stato palestinese indipendente. Il Consiglio della Lega araba ha puntualizzato che il riconoscimento di Gerusalemme come capitale israeliana è un atto di "aperta aggressione" contro "i diritti del popolo palestinese nonché di tutti i musulmani e cristiani". Trump, da parte sua, invoca la benedizione per entrambi (Israele e Palestina) ma dovrà fare i conti, probabilmente presto, con il serpeggiante e profondo clima di incertezza anche fra i Paesi che, storicamente, degli Stati Uniti sono alleati.

Gerusalemme è sempre stata al cuore di qualsiasi processo di pace. Per cui una scelta politica operata sulla città deve tener conto delle richieste dello Stato di Israele, ma anche delle aspettative di pace, tolleranza, accoglienza che sono aspirazione di miliardi di altre persone sparse nel mondo.

"In seguito ad un esame della situazione da parte dello Stato maggiore, è stato deciso che un certo numero di battaglioni saranno inviati come rinforzo in Giudea-Samaria (Cisgiordania)", ha reso noto il portavoce militare israeliano. Le parole del Tycoon hanno riacceso la polveriera mediorientale, mettendo a rischio di colpo i già fragili equilibri che il governo di Benjamin Nethanyahu ha tenuto in piedi con il governo palestinese di Abu Mazen. Quando dice che lui si adatta alla volontà dei due popoli significa che si rimette alle loro scelte, non le spinge, non le condiziona.

Purtroppo, però, la decisione del Presidente americano andrà avanti a qualsiasi costo nonostante gli avvertimenti contrari dell'Amministrazione di Washington e quale che siano le implicazioni che ne deriveranno. Trump invece ha fatto il contrario.

"Anzitutto, il messaggio concreto iniziale è quello riguardante la politica domestica degli Stati Uniti: ovvero Trump, incapace oppure contrario ad estendere la propria base elettorale, tende allora a renderla più profonda e fedele, regalando alla destra religiosa statunitense evangelica, storicamente legata ad Israele e al suo concetto religioso, un risultato simbolico come questo che non potrà che essere gradito".

Si aggrava di ora in ora il bilancio dei dimostranti palestinesi feriti negli scontri odierni con reparti militari israeliani in Cisgiordania, a Gerusalemme est e lungo la linea di demarcazione con Gaza.

I sauditi, storici alleati degli Stati Uniti nella regione, ritengono che la mossa danneggi gli sforzi continui di Riyadh per ravvivare il processo di pace. Ma l'effetto annuncio di Gerusalemme capitale potrebbe già provocare dei danni incalcolabili, con lo spettro di una nuova sanguinosissima intifada dietro l'angolo. Cosa accadrà nei prossimi giorni? Erdogan, secondo fonti della presidenza turca, avrebbe espresso apprezzamento al Papa per le dichiarazioni di ieri all'udienza generale, quando Francesco aveva manfietato preoccupazione per la decisione americana e sottolineato l'importanza del rispetto dello status quo di Gerusalemme.

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