Commissariamento al comune di Teramo, è finita l'era Brucchi, elezioni a primavera

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"Siamo certi che i teramani potranno scrivere e scegliere una storia nuova e che le vicende degli ultimi anni li indurranno a valutazioni più attente e scrupolose nella scelta dei propri rappresentanti in Consiglio comunale".

Alla firma mancavano i soli consiglieri Paola Cardelli, indipendente, e Milton Di Sabatino, presidente del Consiglio comunale ed esponente di Futuro In (il gruppo di maggioranza relativa che fa capo al vice presidente del Consiglio regionale, Paolo Gatti), impegnato fuori città questa mattina.

I 'gattiani' sottolineano "l'eccesso di litigiosità motivato esclusivamente da personalismi" che ha caratterizzato questo mandato fin dall'inizio, e di come questa giunta abbia perso il sostgno di varie componenti strada facendo (da Fratelli d'Italia ai dalmati) e come abbia anche cambiato molti suoi assessori, "immolati alle varie crisi" come Di Stefano e Romanelli prima e successivamente anche Lucantoni ed Antonini. Dalle 12,10 di oggi la città è senza sindaco.

"A ridosso delle elezioni politiche si è consumato a Teramo il suicidio assistito dell'Amministrazione Comunale, nello stesso momento in cui i sondaggi e i risultati premiano l'unità del centrodestra, a Teramo parte della maggioranza decide di far saltare il banco". Adesso tutti dovremmo riflettere sul futuro di questa città anche perché c'è da dire che qui non c'è nessuna vittoria. "Il tutto senza fughe in avanti e senza ipocrisie".

"Quanto accaduto il 2 novembre scorso, con la persistenza della mancanza dei presupposti numerici minimi per governare - e dopo la sottoscrizione di innumerevoli documenti mai rispettati- ci ha indotti a rinunciare alle nostre posizioni (3 assessorati ed oggi anche alla presidenza del consiglio comunale) ed a chiedere lucidamente e rispettosamente al Sindaco di porre fine ad uno stillicidio non più comprensibile ai cittadini e privo di ogni prospettiva politica ed amministrativa - scrivono i 'gsattiani' -". Il senso di responsabilità di tutti ha prevalso.

Di tutt'altro tono le parole di Vinicio Ciarroni, strettissimo collaboratore di Brucchi, sempre sul social network: "Non serve che taggo 6 m...e. I loro nomi ormai si conoscono", a corredo di una foto con scritto "I capi scelgono sempre i servi e non i più bravi, perché i più bravi sono spesso anche rompicoglioni, perché usano il cervello!". "Brucchi ha lasciato un Comune che da luglio non riesce a pagare nemmeno le bollette dell'elettricità".

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