Blitz contro la 'Ndrangheta: 48 arresti e sequestri per 25 milioni

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Blitz contro la 'Ndrangheta: 48 arresti e sequestri per 25 milioni

Oltre a trasferimento fraudolento di valori, procurata inosservanza di pena e porto illegale di armi.

E' di 44 arresti il bilancio di un blitz contro la 'ndrangheta coordinato dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Reggio Calabria. Assieme a numerose perquisizioni, è in corso di esecuzione anche un imponente sequestro di beni, per 25 milioni di euro, da parte della Guardia di Finanza, dei Carabinieri e della Polizia di Stato di Reggio Calabria.

Gli inquirenti avrebbero documentato diversi casi di intimidazioni con danneggiamenti ed estorsioni attuati dai presunti affiliati ai clan ma anche l'infiltrazione mafiosa nel Comune di Taurianova - soprattutto negli appalti per la realizzazione di opere pubbliche - così come il condizionamento del settore edile e alimentare.

I fatti si riferiscono ad epoca precedente l'amministrazione in carica, eletta nel 2015 dopo un periodo di commissariamento. L'inchiesta, coordinata dalla Dda di Reggio Calabria, sviluppata nell'arco temporale 2012-2016 con distinte indagini della polizia e dei carabinieri, ha delineato gli assetti e l'operatività delle cosche Avignone-Zagari-Fazzalari-Viola cui sono collegati, con autonomia funzionale, i gruppi Sposato-Tallarida e Maio-Cianci attivi nell'area di Taurianova. Appurato anche un forte controllo delle intermediazioni immobiliari, delle energie rinnovabili e delle produzioni serricole. Romeo è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa: avrebbe favorito le cosche di Taurianova con la concessione di autorizzazioni a beneficio di imprese riconducibili ai clan. Arrestati anche i soggetti ritenuti responsabili di aver favorito la latitanza ventennale del boss Ernesto Fazzolari. Stando alle indagini, i rapporti tra il sindaco Romeo e l'assessore Sposato si sono interrotti durante la seconda consiliatura quando l'esponente di giunta, diventato semplice consigliere di minoranza, vide il suo sodale opporsi alla realizzazione del progetto imprenditoriale della famiglia Sposato, finalizzato all'acquisizione del controllo e gestione del cimitero di Iatrinoli di Taurianova. L'inchiesta svela come quella amministrazione comunale avesse improntato la propria azione politico-amministrativa a soddisfare gli interessi e le istanze provenienti delle cosche della 'ndrangheta. Secondo l'accusa avrebbe avuto il ruolo di far acquisire - con azioni corruttive, abusando della sua qualifica - il controllo degli appalti pubblici di Taurianova alla cosca di appartenenza.

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