Banca Carige cede 1,2 miliardi di Npl a Credito Fondiario

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Banca Carige cede 1,2 miliardi di Npl a Credito Fondiario

Si tratta infatti di passi "importanti per la piena realizzazione del piano di ricapitalizzazione della banca" hanno commentato gli analisti di Banca Akros e c'è da credergli, tanto più se risulterà corretta l'indiscrezione che vuole il Credito Fondiario aver comprato il portafoglio di Npl al 22% del valore lordo con l'ulteriore impegno a coprire l'inoptato dell'aumento di capitale in corso fino ad una quota del 6%, dunque per massimi 30 milioni, e se Chenavari, che potrebbe pagare Creditis 110 milioni e non 100 milioni come inizialmente ipotizzato dagli analisti, coprirà a sua volta l'inoptato fino ad un 8% del capitale, ossia per massimi 40 milioni.

Oggi Banca Carige ha sottoscritto un accordo vincolante con Credito Fondiario S.p.A., operatore specializzato nel settore degli investimenti e servicing di portafogli di crediti deteriorati, per la cessione pro-soluto di un portafoglio di crediti ipotecari e chirografari in sofferenza con un valore nominale lordo al 30 marzo 2017 pari a circa 1,2 miliardi di euro.

Il corrispettivo della transazione ammonta a 31 milioni anche in questo caso con effetti migliorativi rispetto a quanto previsto nel Piano Industriale. La transazione porterà a circa 2,2 miliardi il totale delle cessioni di crediti in sofferenza realizzate da Carige nel secondo semestre dell'anno, a valere sul programma di 'de-risking' incluso nel piano industriale, che prevede di raggiungere un totale stock di credito deteriorato pari a circa 3,1 miliardi entro il 2020.

Genova. Penultimo giorno per sottoscrivere l'aumento capitale di Banca Carige, e l'istituto di credito ha perfezionato alcuni dei passaggi che, teoricamente, avrebbero dovuto essere risolti proprio entro domani.

Il closing dell'operazione, previsto entro il primo semestre 2018, è soggetto all'approvazione delle Autorità regolamentari. L'ultimo report della società di Ken Fisher spiega perché Fisher Investments Italia può offrire un servizio migliore che una Banca. Pertanto la condizione risolutiva di cui all'accordo di prima allocazione sottoscritto in data 21 novembre 2017 con detto operatore non si è avverata.

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