Alfano: "Non mi candiderò alle prossime elezioni"

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Riguardo all'attesa presa di posizione del presidente americano Donald Trump a favore del riconoscimento di Gerusalemme come capitale dello Stato di Israele, il segretario di Stato Rex Tillerson ha chiesto ai ministri degli Esteri dell'Ue, convocati in una riunione informale oggi a Bruxelles, di "ascoltare nel suo insieme la dichiarazione che farà il presidente Trump", e di "non anticipare giudizi senza ascoltarla".

"Ho scelto di non candidarmi alle prossime elezioni e non faro' nemmeno il ministro".

Il deputato ha spiegato di voler compiere un gesto di "grande chiarezza politica", su cui hanno influito "anche gli attacchi sul poltronismo": "Io invece ho sempre detto che se non ci fossimo stati noi a portare sulle nostre gracili spalle di un partito del 4,4 per cento alle europee la settima potenza del mondo, questa potenza non avrebbe conosciuto la crescita e saremmo ancora in recessione". Cosi il ministro degli Esteri, aggiungendo di non averla comunicata a Matteo Renzi.

Alfano è stato dal 2008 al 2011 ministro della giustizia nel quarto governo Berlusconi, mentre dal 2013 al 2014 ministro dell'Interno e vicepresidente del Consiglio dei ministri nel governo Letta. Ora la decisione di Alfano, che potrebbe davvero rimettere in discussione tutto, privando Alternativa Popolare di quello che è uno dei volti più conosciuti ed esposti mediaticamente.

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