Al voto il 4 marzo: è accordo tra Mattarella e partiti

Share

Al voto il 4 marzo: è accordo tra Mattarella e partiti

È il 4 marzo la data che, probabilmente, porterà l'Italia al voto: la nona domenica del 2018 è la data che circola con maggiore insistenza per indire le elezioni. L'intesa tra i partiti e il Presidente della Repubblica ormai è data per definitiva anche se formalmente non c'è ancora la data della chiamata al voto per le politiche, le regionali (in lombardia ci sono), le amministrative per un po' di Comuni giunti a scadenza del mandato. L'ultima tappa "fondamentale" è rappresentata dalla legge di Bilancio che, nel virtuale calendario istituzionale, dovrebbe essere approvata alla Camera il prossimo 20 dicembre.

Le forze politiche, dal canto loro, hanno accettato di buon grado la data del 4 marzo - l'alternativa era il 18 - perché l'impedimento della raccolta di firme per depositare simbolo e candidati è già stato spazzato via con un emendamento alla manovra che dimezza ulteriormente il numero di sottoscrizioni da mettere insieme nei collegi. E del resto, a questo punto, si tratterebbe di uno scioglimento anticipato delle Camere solo dal punto di vista tecnico. Però su un punto il Capo dello Stato è irremovibile: il premier Gentiloni non dovrà dimettersi per autorizzare lo scioglimento del Parlamento, come cerimoniale vorrebbe. Questo per il timore che dopo le elezioni non si determini una maggioranza sufficiente per governare.

Share

Pubblicità



© Molisedoc. Tutti i diritti riservati.