Ventura al capolinea, non si dimette ma l'esonero è in arrivo

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Ventura al capolinea, non si dimette ma l'esonero è in arrivo

Italia, Ventura già esonerato da contratto.

Ventura, con i suoi unici due moduli (3-5-2 e lo scellerato 4-2-4, impensabili per la rosa a disposizione) ha messo alla berlina sì la dignità sportiva del nostro Paese, ma anche e soprattutto quella dei nostri giocatori, alcuni grandi interpreti nei rispettivi ruoli, che per seguire l'arcaica e provinciale idea di calcio di un settantenne senza titoli hanno accettato di girovagare senza meta per il campo, con la beffa di prendersi pure gli insulti della solita, superficiale Italia a qualificazione mancata.

"Non mi sono dimesso perché non ho parlato con Tavecchio: vedremo, ci sono delle valutazioni da fare", dice ben oltre la mezzanotte.

Se i social e il web sono pieni di tifosi che chiedono le dimissioni di Ventura e dei vertici federali, a partire dal presidente Carlo Tavecchio, anche dal mondo delle istituzioni sportive sono arrivate pesanti critiche.

Impossibile non lasciare la panchina dopo un flop di questa portata nonostante un rinnovo contrattuale fino al 2020.

Nel frattempo, da Sky Sport arriva l'indiscrezione sui malumori che avrebbero rovinato lo spogliatoio già dopo l'andata con la sconfitta contro la Svezia a Solna.

Ci sono da valutare un'infinità di cose, parleremo con la Federazione. La promessa è stata strappata dall'inviato de Le Iene Nicolò De Devitiis che lo ha intercettato in aeroporto dopo lo 0-0 di Italia-Svezia che ha dato la qualificazione agli avversari degli azzurri.

"Mi scuso con il preparatore se ho dato un'indicazione tattica che non mi spettava - l'amara conclusione di De Rossi - ma se mi avessero detto che dovevo entrare, sarei entrato.".

Dopo aver disertato la consueta intervista Rai del dopopartita, Giampiero Ventura si è presentato in conferenza stampa intorno a mezzanotte. La decisione sul mio futuro? "Ci sarebbero tante cose da dire, ma so che stasera conta il risultato".

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