Tassa rifiuti gonfiata: partono i ricorsi, quei soldi te li devono restituire

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Tassa rifiuti gonfiata: partono i ricorsi, quei soldi te li devono restituire

Così Giovanni Valotti, presidente di Utilitalia (la Federazione delle aziende che si occupano di ambiente, acqua e energia) commenta - a margine di un convegno dedicato proprio alla regolazione del servizio di igiene urbana nell'ambito di Ecomondo a Rimini - l'errore di calcolo da parte dei Comuni sulla Tari, la tassa dei rifiuti, che sarebbe stata "gonfiata" per uno sbaglio nel computo della quota variabile. Molti Comuni, però, invece di considerare nel calcolo complessivo la parte variabile un un'unica volta - come sarebbe stato giusto fare, perché i componenti della famiglia evidentemente sono sempre gli stessi - l'avrebbero applicata più volte in base alle pertinenze dell'abitazione (garage, posti auto, cantine, soffitte). Lo ha chiarito una Direttiva del 18 ottobre del Ministero dell'Economia, poi ribadita dal sottosegretario Pier Carlo Baretta durante un question time alla Commissione finanze della Camera.

Quindi, la parte variabile della tariffa va comunque conteggiata una sola volta, considerando l'intera superficie dell'utenza composta sia dalla parte abitativa che dalle pertinenze. Il Movimento Difesa del Cittadino grida alla truffa ai danni dei contribuenti: l'associazione dei consumatori ha lanciato la campagna 'SOS Tari' per chiedere i rimborsi ai Comuni che avrebbero applicato la tassa rifiuti ingiustamente maggiorata. I Comuni, invece, moltiplicavano la quota variabile per tutte le pertinenze della casa, con il risultato che la bolletta era quasi raddoppiata. Ad esempio, chi ha casa, garage e cantina potrebbe essersi ritrovato a pagare la quota variabile non una ma tre volte. La prima dipende dalle dimensioni della casa ed è per questo proporzionata ai metri quadrati dell'abitazione. E il grave errore sarebbe stato commesso, tra i tanti, anche dai Comuni di Milano, Genova, Ancona, Napoli, Catanzaro e Cagliari. L'esistenza di svariate pertinenze infatti, non accresce la quantità d'immondizia prodotta dal nucleo familiare.

L'errore è nel calcolo della quota variabile della tassa.

La regola generale, chiarisce Baretta, si deduce da un regolamento (articolo 17, comma 4, del Prototipo di Regolamento per l'istituzione e l'applicazione della Tares) applicabile anche alla Tari con riferimento ai fruitori delle utenze domestiche. Se è residente, si considerano locali accessori all'appartamento stesso. Ci sono cinque anni di tempo dal versamento per presentare una domanda di rimborso, che il Comune dovrebbe effettuare entro 180 giorni dalla presentazione dell'istanza.

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