Taranto, individuata una frangia della Scu Avrebbe solidi rapporti con la 'ndrangheta

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I carabinieri del R.o.s. hanno eseguito nelle province di Bari, Taranto e Barletta-Andria-Trani, nonché in altre zone del territorio nazionale, un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti dei componenti di una frangia della Sacra Corona Unita.

Nel corso delle indagini, avviate nel 2014, sono emersi, secondo gli inquirenti, "chiari ed inequivocabili elementi di reità in ordine all'esistenza di un sodalizio criminale avente connotazioni tipiche mafiose", operante sul territorio di Massafra e aree limitrofe, capeggiato da Cataldo Caporosso, già condannato con sentenza irrevocabile per il reato di associazione per delinquere di stampo mafioso.

Le accuse contestate vanno dall'associazione mafiosa, al traffico di stupefacenti, all'estorsione, al danneggiamento e altro ancora. L'indagine ha messo in evidenza collegamenti con la cosca 'Ndranghetista "Bellocco" di Rosarno (RC) e infiltrazioni nel mercato tarantino dei prodotti ittici, sia attraverso l'estromissione di altri operatori commerciali, con modalità mafiose, sia tramite l'acquisizione di società fittiziamente intestate a prestanome.

Attraverso le attività è stata altresì accertata la disponibilità da parte della consorteria di un considerevole patrimonio economico, foraggiato proprio dagli introiti delle attività illecite poste in essere da utilizzare per le quotidiane esigenze organizzative (acquisto di telefonini, schede, ricariche telefoniche, carburante, etc.) e per le eventuali spese legali sostenute degli affiliati. Il gip ha disposto anche il sequestro preventivo di un'attività di onoranze funebri, quattro veicoli e diversi rapporti finanziari bancari e postali attivi, riconducibili a Cataldo Caporosso e ai suoi familiari.

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