Serie A, Berlusconi: "Gli accordi coi cinesi per il Milan erano altri"

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Nelle sue ultime esternazioni però, quelle registrate a margine di una sua intervista con Maurizio Costanzo, in onda stasera su Canale 5, è emerso un dettaglio nuovo, per alcuni versi inquietante. "Penso di si" risponde Berlusconi "anche perché l'atmosfera è quella giusta". Il congresso del partito comunista cinese che dovrebbe terminare in questi giorni segnerà un'importante svolta per il Milan, sia che il governo decida di ridurre gli investimenti in società straniere, sia in caso contrario. Un'evoluzione iniziata col gruppo Fininvest e ora Mediaset, arrivato a gestire anche molte frequenze del digitale terrestre a pagamento, settore nel quale il gruppo è diventato leader in Italia. "Oggi non vado più allo stadio, lo seguo in tv e soffro molto". Probabilmente subentrerà Puma, anche se non c'è ancora nulla di certo.

Dopo la parentesi calcio il discorso cade immancabilmente sulla politica. "Ne hanno parlato molto gli altri a sproposito ma io non accetterei mai che uno dei miei figli subisse tutto quello che ho dovuto subire io essendo in politica", ha spiegato Berlusconi. Contro di me soprattutto processi mediatici fondati sul nulla. Accordi non rispettati e sponsor mai arrivati stando alle parole dell'ex Presidente del Consiglio, ai microfoni di Maurizio Costanzo. Gli scandali per le feste alla Villa di Arcore, il "bunga-bunga" e le olgettine, il burrascorso divorzio con la seconda moglie Veronica Lario, che ha ottenuto un risarcimento record e che ha messo in luce lo stile di vita piuttosto libertino di Berlusconi. Nulla sembra casuale, dalle tempistiche, al luogo televisivo in cui avverrà l'ospitata televisiva, così come il padrone di casa che lo accoglierà.

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