Pensioni, si interviene sull'età: aumento a 67 anni verso rinvio

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Pensioni, si interviene sull'età: aumento a 67 anni verso rinvio

Grande clamore sta facendo ultimamente la riforma della pensioni sottoscritta dall'allora Ministro del lavoro Elsa Fornero, durante l'esecutivo del Presidente del Consiglio, Mario Monti: la riforma arrivò durante un momento di grave crisi economico-finanziaria dello Stato italiano che iniziò nell'estate del 2011 con la crisi derivante dal debito pubblico e con il serio rischio da parte della pubblica amministrazione e degli enti previdenziali di non riuscire a pagare gli stipendi pubblici e le pensioni. Già al Senato sono stati presentati emendamenti al decreto fiscale da molti partiti, compreso il Pd, per rinviare la decisione sullo scatto. A suo parere "i principi generali della norma restano validi". "Ma possiamo discutere con le parti sociali di situazioni specifiche e le cose eventualmente da correggere per sottrarre alcune categorie all'automatismo in ragione della gravosità di alcuni mestieri", ha aggiunto il premier. In seguito, Romano si è poi rivolto direttamente al ministro. Ma dall'aumento potrebbero essere esentati non solo i lavori usuranti, ma anche le undici categorie delle attività gravose ammesse all'Ape social, che potrebbero diventare anche qualcuna di più (siderurgici, marittimi, agricoli). L'Osservatorio Inps indica che 6,3 milioni di italiane e italiani hanno una pensione al di sotto di 1.000 euro e le donne, nonostante rappresentino la quota maggioritaria, percepiscono in media il 29% in meno degli uomini. Sono queste le tipologie di lavoratori che - secondo le ultime novità - potrebbero riuscire ad anticipare la loro pensione fino a 5 anni rispetto ai 67 e più previsti per tutti gli altri. "Non mi risultano pieghe nel bilancio" ha replicato Padoan. Affinchè l'adeguamento inizi in tempo, c'è bisogno che la firma venga apportata entro e non oltre la fine del 2017 e, contando che siamo a novembre, ci sono circa due mesi per un'eventuale discussione.

Di fatto sono le stesse categorie professionali che possono chiedere l'indennità dell'Ape social al compimento dei 63 anni, con 36 anni di contributi o che - se di anni di contributi ne hanno 41 avendo iniziato a lavorare molto presto - possono aspirare all'uscita anticipata con 41 anni di contributi. Una soluzione che di fatto fa scavallare le elezioni e affida la patata bollente al prossimo governo.

Il numero uno della CISL, Annamaria Furlan ha detto: "Bene il confronto, vedremo tra una decina di giorni se c'è volontà di condividere l'obiettivo".

Per Calenda la vera emergenza riguarda i giovani che non riescono a trovare un lavoro e che faticano una volta conclusi gli studi. "Padoan ha messo dei paletti che per noi sono tutti da verificare e che non esauriremo la nostra pressione sia sul Parlamento sia con i lavoratori e pensionati proseguendo la mobilitazione". Andrebbe quantificato l'onere che però non influirebbe sulla finanziaria del 2018 ma a partire da quella del 2019. La trattativa tecnica governo-sindacati parte lunedì.

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