Marzabotto, l'esultanza fascista di un calciatore che offende le vittime dei nazisti

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Marzabotto, l'esultanza fascista di un calciatore che offende le vittime dei nazisti

"Ci scusiamo per l'accaduto con tutte le persone colpite nel profondo da questo gesto. e chiediamo scusa a tutti a nome nostro e del nostro tesserato". È proprio il 65 Futa a segnare, negli ultimi minuti, il punto che fa vincere l'incontro.

Poi, prosegue, "so che nessuna mia parola potrà cancellare né il mio sconsiderato gesto né il dolore che esso ha causato".

Sullo stesso canale sono giunte anche le scuse di Luppi, che però appaiono tardive e difficilmente giustificabili: "Sono consapevole di aver recato offesa non solo alle associazioni partigiane e antifasciste ma a tutta la comunità di Marzabotto". Poi il video ha fatto il giro di social e siti.

Quindi, prosegue Franchi nella nota, l'Amministrazione di Marzabotto "chiederà alla Federazione Gioco Calcio di Bologna di prendere immediate misure nei confronti della società 65 Futa che prevedano l'allontanamento del giocatore dai campi di calcio". "È inaccettabile ciò che è avvenuto ieri durante una partita di calcio a Marzabotto, un luogo simbolo di un'immane tragedia che merita il rispetto della memoria". Ma intanto il gesto è stato condannato da più parti. Lo sport, soprattutto ai livelli locali, deve essere strumento di crescita umana ed educazione civica e non deve copiare i peggiori esempi che accadono negli stadi a livello nazionale.

La richiesta del sindaco è stata soddisfatta immediatamente dai vertici della società calcistica 65 Futa che ha immediatamente provveduto a squalificare e multare il colpevole, specificando che nessuno all'interno del gruppo era a conoscenza delle intenzioni del tesserato: "In seguito ai gravi fatti accaduti ieri nella partita Marzabotto-Futa65, in cui un nostro tesserato si è reso protagonista di gesti che vanno oltre le regole dello sport, la società Futa 65 comunica che non era a conoscenza della maglia indossata dal ragazzo, e che nel caso un qualsiasi giocatore o dirigente l'avesse vista ovviamente avrebbe impedito categoricamente di indossarla".

"La mia morosa e mio padre che erano in tribuna". La società Futa 65 ha espresso il proprio rammarico con un comunicato, annunciando di aver sospeso e multato il giocatore.

Successivamente su Facebook è arrivato anche il commento di Stefano Bonaccini: "Quanto successo sul campo di calcio a Marzabotto è indegno. È una questione di rispetto - conclude Franchi - per la memoria di chi ha dato la propria vita per la libertà e la democrazia". Nella frazione di Casaglia la popolazione si rifugiò in chiesa ma i nazisti uccisero il parroco e tutti i civili: le vittime furono 197 di cui 52 bambini.

Durante la direzione del Pd, poi, il segretario Matteo Renzi ha ricordato l'episodio: "In questi giorni accadono cose che dovrebbero farci riflettere". Aveva infatti appena segnato, il Futa65, che contro il Marzabotto in trasferta si apprestava a festeggiare in pieno recupero l'espugnazione del feudo ospite.

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