Libia. Video Cnn: "aste di migranti". Ue: "Situazione assolutamente inaccettabile"

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Libia. Video Cnn:

"La sofferenza dei migranti detenuti in Libia è un oltraggio alla coscienza dell'umanità", ha continuato il principe in una nota. "La comunità internazionale non può continuare a chiudere gli occhi sugli inimmaginabili orrori vissuti dai migranti in Libia e sostenere che la situazione non può essere risolta che migliorando le condizioni di detenzione", ha dichiarato Zeid, affermando che "la politica dell'Ue che consiste nell'aiutare la guardia costiera libica e intercettare e respingere i migranti è disumana".

"Gli interventi crescenti dell'Ue e dei suoi stati membri non sono finora serviti a ridurre il numero di abusi subiti dai migranti" ha detto Zeid.

Per l'Onu, in conclusione, i migranti intercettati sui barconi dall'Ue e dall'Italia in accordo con la Libia vengono rinchiusi in prigione e "non hanno alcuna possibilità di contestare la legalità della loro detenzione, né di essere assistiti da un avvocato". "Non possiamo rimanere in silenzio di fronte a episodi di schiavitù moderna, uccisioni, stupri e altre forme di violenza sessuale pur di gestire il fenomeno migratorio e pur di evitare che persone disperate e traumatizzate raggiungano le coste dell'Europa", ha concluso Zeid. Nel video si vede infatti come un ragazzo, forse di origine nigeriana, battuto all'asta come "un ragazzone forte, adatto al lavoro nei campi" viene venduto per 800 dollari (1.200 dinari). Questo appello arriva mentre il gruppo di contatto sulla rotta migratoria nel Mediterraneo centrale - che riunisce tredici Paesi europei e africani tra i quali la Libia - ha deciso, a Berna in Svizzera, di migliorare le condizioni dei migranti nei centri di detenzione in Libia, promuovendo alternative a questa soluzione.

Sull'argomento è intervenuto anche il presidente del parlamento Ue Tajani: "Situazione in Libia assolutamente inaccettabile".

Radio Popolare ha raccolto un'altra testimonianza, quella del sostituto procuratore della Dda di Palermo Geri Ferrara che ha parlato delle denunce di sette migranti usciti vivi dal ghetto di Sabha, la più spaventosa delle prigioni dei trafficanti di uomini in Libia.

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