Legge di Stabilità: arriva il monito della Commissione Europea. Preoccupa il debito

Share

Legge di Stabilità: arriva il monito della Commissione Europea. Preoccupa il debito

La Commissione Europea ha esaminato la Manovra per il 2018, ed ha richiesto aggiustamenti al Governo italiano. E' lo stesso pianificato dall'Italia, ma attualmente non lo vediamo ancora interamente presente. Da qui, l'ennesimo suggerimento al governo Gentiloni di muoversi a fare le riforme richieste e a ridurre l'enorme stock di debito pubblico, prima che il costo del denaro torni a salire. Tutti questi Paesi, scrive il vicepresidente Valdis Dombrovskis dovranno "adottare le misure necessarie a aggiustare il loro percorso di bilancio". Intervento che, in un primo momento, era stato quantificato in 3,5 miliardi ma che, con l'andare del tempo, è lievitato ad oltre 5 miliardi, in quanto la Commissione ha stimato che per raggiungere gli obiettivi concordati con Bruxelles all'Italia mancano 1,7 miliardi per il 2017 e 3,5 per il 2018.

"Dombrovskis spiega ancora che, nella lettera firmata da lui e da Moscovici, "chiediamo (all'Italia) di non annacquare" gli sforzi di risanamento dei conti pubblici, e di attenersi alle riforme già applicate, in particolare quella delle pensioni". "Abbiamo mandato una lettera a Pier Carlo Padoan - ha detto - per spiegare il nostro ragionamento e chiedere alcuni chiarimenti". Al momento viviamo in un ambiente di tassi bassi, ma se c'è un cambio nella politica monetaria, se l'inflazione risale, questo si somma ai costi e può essere fonte di instabilità.

La manovra che l'Italia si appresta a varare non soddisfa la Commissione Ue.

Il Governo, dal canto suo, in una nota emessa ieri da Via XX settembre, si dice assolutamente fiducioso che il dialogo costruttivo con la Commissione Europea permetterà di fornire i chiarimenti sulla efficacia delle misure inserite nel DdL di bilancio ai fini del consolidamento strutturale dello 0,3%. Guardando avanti, prevediamo che il rapporto debito/Pil dell'Italia si stabilizzi nel 2017 e cali leggermente, al 130,8% nel 2018.

A caldo dal Tesoro ostentano tranquillità e si limitano a dire che comunque Bruxelles non ha rigettato direttamente il progetto di bilancio italiano e ha riconosciuto la "teoria del sentiero stretto" cara a Padoan, ovvero che la necessità di garantire la sostenibilità delle finanze pubbliche deve essere bilanciata tenendo in conto l'obiettivo di rafforzare la ripresa economica, ovvero di non soffocarla con dosi eccessive di austerità. "La Commissione intende procedere, nella primavera del 2018, a una nuova valutazione della conformità dell'Italia al parametro per la riduzione del debito".

Anche alla luce di questo scenario molto realistico prospettato dalla Commissione UE, appare sempre più inopportuno lo sciopero deciso dalla CGIL per il 2 dicembre prossimo.

Share

Pubblicità



© Molisedoc. Tutti i diritti riservati.