Finte vaccinazioni in Friuli e in Veneto, licenziata Emanuela Petrillo

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"L'abbiamo licenziata per giusta causa in quanto non ha adempiuto agli obblighi contrattuali", ha rimarcato il direttore generale, Francesco Benazzi. "La presenza, in questi sei anni, di altri vaccinatori e l'assenza della Petrillo nel 2016-2017 - aveva affermato il direttore Benetollo - ha garantito nella maggior parte dei casi almeno una somministrazione parziale delle dosi, il che ha consentito di mantenere tassi di copertura relativamente elevati nella popolazione e consentire che l'immunità di gregge funzionasse ancora". Su di lei c'è un'inchiesta della Procura della Repubblica di Udine per le ipotesi dei reati di peculato, omissione d'atti d'ufficio e falsità in dichiarazioni.

TREVISO È stata licenziata oggi lunedì 13 novembre dall'Usl 2 Emanuela Petrillo, l'assistente sanitaria trevigiana accusata di aver finto di vaccinare i bambini, dapprima nel distretto sanitario di Codroipo (Udine) dove aveva lavorato tra il 2009 e il 2015, e in seguito all'Usl trevigiana dove si era trasferita.

La vicenda era venuta alla luce lo scorso aprile perché i colleghi della Petrillo e qualche genitore si erano insospettiti: nessuno dei piccoli pazienti piangeva in occasione dei vaccini. Per questo l'infermiera era anche la più ricercata di tutte. Solo il processo chiarirà se Emanuela Petrillo - come ha detto lei - "è stata gettata ingiustamente dentro un incubo" o se ha intenzionalmente effettuato finte vaccinazioni a migliaia di bambini e adulti. Lì le persone da lei vaccinate rispondevano solo per il 20,8% mentre per le altre assistenti sanitarie la risposta era del 92,5 per cento. "I dati del Friuli sono stati confermati anche dalle analisi e ci danno la possibilità di sospendere il rapporto di lavoro".

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