Cure sbagliate per omonimia, il paziente muore: 4 medici a processo

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Un episodio di malasanità in Veneto: un uomo è morto per una terapia sbagliata. Secondo i familiari, a causare il decesso del loro congiunto sarebbe stata di una dose troppo bassa di anticoagulante data per un errore di omonimia che ha comportato uno scambio di provette di sangue. Per quanto accaduto sono accusati di omicidio colposo quattro medici dell'ospedale di Pieve di Cadore, nel processo che si svolge a Belluno.

Il caso avvenne il 9 maggio 2014 nel reparto di Medicina.

E durante una udienza il direttore medico dell'allora Usl 1, Raffaele Zanella ha rivelato: "Un medico mi disse che c'era stato uno scambio di prelievi - ha raccontato al giudice - e ho ritenuto di procedere alla segnalazione all'autorità giudiziaria". Le sue condizioni si sono via via aggravate, con due embolie e un infarto, fino alla morte. La figlia della vittima, ha sostenuto che il padre è morto "per emorragia cerebrale indotta dalle terapie anticoagulanti effettuate con un erroneo dosaggio".

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