Caritas: 1 giovane italiano su 10 in povertà assoluta

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Caritas: 1 giovane italiano su 10 in povertà assoluta

"Per contrastare questa situazione è necessario un impegno che richiede il contributo di tutti, a partire dalle istituzioni e dal ruolo insostituibile svolto dalla Caritas e da tutto il mondo dell'associazionismo e dal volontariato" ha commentato il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ricordando che dal primo dicembre sarà possibile presentare ai Comuni le domande per il Reddito di inclusione, il primo strumento permanente messo in campo nel nostro Paese per contrastare la povertà.

In Italia, dove i tassi di disoccupazione giovanile sono tra i più alti della comunità, l'ascensore sociale è bloccato e stiamo toccando il record dei Neet (quelli che non studiano e non lavorano) i capifamiglia sotto i 34 anni diventano sempre più poveri.

Sulla base di dati pubblici e di fonte Caritas, il rapporto mostra che in Italia anche nel 2016 si registra un lieve incremento dell'incidenza della povertà: in uno stato di grave povertà vivono 4 milioni 742 mila persone.

Un giovane su dieci vive in uno stato di povertà assoluta nel nostro paese. È questo, in sintesi, il risultato di "Futuro Anteriore", il Rapporto 2017 della Caritas italiana su povertà ed esclusione sociale.

Caritas allarme giovani: i figli sono più poveri dei genitori che a loro volta sono più poveri dei nonni, la ricchezza si concentra nelle mani degli anziani. Ma ora, da circa cinque anni, la situazione è cambiata: sono i giovani e i giovanissimi a vivere in condizioni più critiche, "più allarmanti di quelle vissute un decennio fa dagli ultra-sessantacinquenni". "I ragazzi tra i 18 ed i 34 anni rappresentano il 22,7 per cento del totale - spiega la Caritas - tra gli italiani l'incidenza scende al 10,7 per cento, tra gli stranieri arriva invece al 31,5". Sono il 43,8% i nuovi utenti di questi Centri. Prevalgono le famiglie tradizionali con coniugi e figli (35,0%), seguite da quelle uni-personali (25,7%), in netto aumento rispetto al 2015. Alta tra loro la quota di senza dimora (26,4%). Si tratta nella maggior parte dei casi (62,6%) di una donna, di un residente del Mezzogiorno (39,1%), senza lavoro (70,5%), con figli (60,6%) e con basso livello di istruzione (il 68,5% ha un titolo inferiore o uguale alla licenza media). I paesi più presenti, tra quelli stranieri, sono il Marocco e la Romania. Il 70,5% è disoccupato, il 69,2% è in regola con il permesso di soggiorno. "Da credenti - afferma il segretario della Cei - non smetteremo mai di aggirarci per le strade in cui i poveri ci sono". "Sbaglieremmo noi se identificassimo i poveri soltanto con i clochard o con l'immigrato che sbarca sulle nostre coste". Dovremmo allargare un po' lo sguardo alle tante donne prive di dignità.

Galantino ha anche osservato come l'Italia si trovi dietro a molti Paesi europei nelle classifiche sulla crescita economica. Ciò che li accomuna sono i bisogni, ovvero generi di prima necessità e servizi per l'igiene.

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