Calcio Nazionale, Ventura alle 'Iene': "Se prometto di dimettermi? Sì"

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Calcio Nazionale, Ventura alle 'Iene':

Assolutamente sì, chiedo scusa del risultato. Demeriti si, perché obiettivamente parlando, siamo usciti contro una modesta (con tutto il rispetto parlando) Svezia, una nazionale che non si qualificava ad un mondiale dal 2006 e che in campo non aveva un certo Zlatan Ibrahimovic, una nazionale a cui dovevamo "rendere" quel famoso biscotto e che invece il biscotto lo ha rifatto a noi. Quando uno non ottiene un risultato è evidente che possa pagare l'allenatore. Il futuro? "Con la Federazione ci confronteremo e valuteremo il da farsi. So accettarlo. Qualsiasi altra parola è inutile". La nostra Nazionale, infatti, non potendo partecipare alla prossima rassegna iridata, non riuscirà a conquistare punti pesantissimi per il ranking (è proprio durante i Mondiali che si conquista il maggior numero di punti) e dunque precipiteremo nei bassifondi! "Ad oggi questi tre fatti non ci sono", ha concluso, non prima di dedicare un pensiero a Gigi Buffon. Ci è mancata l'energia e la lucidità per fare gol. Italia-Svezia del 13 novembre 2017 rappresenta un tremendo buco nero del nostro calcio, probabilmente il più profondo, che porta dentro di sé le delusioni di una nazione intera che mai avrebbe immaginato di vivere un momento così buio. Ha riconsciuto che l'eliminazione dal Mondiale è un risultato pesantissimo sotto il profilo, ma lo accetta perchè fa parte del gioco del calcio. Un abbraccio a chi mi ha sostenuto sempre, con chi abbiamo condiviso più di dieci anni. Ci sarà tempo per analizzare tutto.

"Ti prego, con educazione", così si è rivolto Ventura all'inviato che lo ha intercettato all'aeroporto e lo ha incalzato sull'ipotesi dimissioni. "Un uomo di istituzioni deve ascoltare tutti ma anche ragionare con buonsenso con quelle che sono le norme". E' una mia parentesi che finisce, ma non potrei essere più orgoglioso dei compagni che ho visto.

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