Albertini: "Ora un bel progetto sportivo. Spazio alle seconde squadre"

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"Non so se con me a capo della Figc le cose sarebbero andate diversamente". Ai microfoni di Sport Mediaset, a margine della presentazione del Gran Galà del Calcio dell'Aic, Demetrio Albertini ha detto la sua sul momento del calcio italiano: "Mi sono messo a disposizione nel 2014 - ha aggiunto - dopo un percorso di otto anni". E' il momento di capire quali sono state le cause e avere il coraggio di cambiare. Da dove partirei? Un bel progetto sportivo è la cosa più importante. Ma io non sono qui a presentare la mia candidatura. Il mio programma è scritto e lì rimane, ma credo che oggi sia semplice parlare sulle ali dell'emotività. Ma bisogna essere razionali e cercare un percorso condiviso.

C'è necessità di un progetto, ci vogliono le seconde squadre, si deve avere il coraggio di guardarsi dentro e ripartire. La Nazionale aveva tutte le carte in regola per andare al Mondiale, con l'esperienza e l'inesperienza di qualcuno. Reputo i calciatori azzurri dei campioni, chi indossa la maglia della Nazionale sa sempre cosa fare. In chiusura per Albertini anche un pensiero su Ventura e sui possibili sostituti nel ruolo di CT. "Cosa farei al posto di Ventura? Ci deve essere una visione comune delle componenti, su questo, però, sono dubbioso". Ora posso dire che non mi dimetterei non avendo raggiunto gli obiettivi primari, ma di certo chiuderei. Scegliere il c.t è la cosa più difficile al mondo, perché viene sempre contestato. Se dovessi pensare ad un uomo di esperienza il primo nome che mi viene in mente è quello di Ancelotti, ma deciderà il presidente.

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