Visco Bankitalia, Renzi: "Il governo sapeva". La difesa di Gentiloni

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Visco Bankitalia, Renzi:

"Il Pd e Renzi hanno qualcosa da nascondere che l'audizione di Visco renderebbe pubblica?", dichiara Massimiliano Fedriga capogruppo alla camera della Lega.

"Sul caso Bankitalia la mia posizione è stata di massima trasparenza e chiarezza: ho denunciato l'antico vizio della sinistra per l'occupazione dei posti e ribadito, allo stesso tempo, che è comprensibile la volontà di controllo su quello che è successo in questi anni". "Per questo mi appare incomprensibile e ingiustificabile la mozione parlamentare del Pd". E visto il consenso bipartisan che converge sul presidente del Consiglio, per le sue capacità di moderare le parti e garantire la stabilità del paese, l'ex amico fraterno è più un ostacolo che un aiuto per l'ambizione renziana. Rincarando immediatamente la dose: "Io sono dalla parte dei risparmiatori - sottolinea Renzi -". Il presidente del Consiglio mi ha telefonato per dirmi che secondo lui la mozione aveva dei punti da cambiare.

Ma Gentiloni stavolta non l'ha digerita bene come quando fra lui ed il leader Pd si aprì una frattura a proposito della data del voto anticipato. Perché è chiaro che se non fosse stata ammessa e quindi calendarizzata quella dei 5 Stelle, non sarebbe mai esistita neppure la mozione del Pd da cui è nato questo putiferio. Forse tutti quanti sono gli interpreti della riedizione di una vecchia commedia dal titolo: non so, non ricordo, se c'ero dormivo. A dare man forte alla linea scelta dal segretario Pd arriva però anche Silvio Berlusconi. Renzi ci ha detto che i suoi decreti salvavano le banche e tutelavano i risparmiatori.

E il governo, come si comporterà con Ignazio Visco?

Con l'ottimismo ridicolo di un "Candide" non volterriano, ma di provincia, Renzi ha predicato e promesso, non azzeccando quasi nulla, facendosi nemici a sinistra e creando diffidenze in quasi tutti gli schieramenti, ormai sfidando persino il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Dopo aver "silurato" Enrico Letta, comincia a non sopportare neppure il tranquillo andamento di Paolo Gentiloni. Anzi, fonti di Palazzo Chigi parlano di una "piena sintonia" con la sottosegretaria Boschi (una dei pochi nell'esecutivo a conoscere con esattezza il contenuto della mozione contro la gestione di Palazzo Koch). Ne va della stabilità del sistema Italia nel momento in cui Bruxelles sta valutando lo schema della manovra 2018, il Parlamento dovrà discuterla e approvarla e comunque entro la fine di ottobre palazzo Kock dovrà avere il suo nuovo o rinnovato governatore che ha sul tavolo il dossier della "normalizzazione" dopo anni di acquisti programmati dei titoli di stato da parte della Bce (QE). Altro aspetto che salta all'occhio è che a sedere nella commissione d'inchiesta per il Pd sia Francesco Bonifazi, tesoriere del partito.

Nemmeno la spaventosa concentrazione di ricchezza, il potere di alcuni fondi, il ruolo dello shadow banking e la "pioggia" dei derivati. Intanto si regolano i conti, anche nella provincia italiana, tra i perdenti storici di questo periodo politico, bancario, finanziario ed economico. Ripetiamo: un gioco al massacro tra perdenti e irresponsabili.

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