Usa fuori dall'Unesco a fine 2018

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Usa fuori dall'Unesco a fine 2018

Lo sappiamo in Svizzera, dove non si manca di sbandierare le bellezze riconosciute dall'Unesco, dalle colline del Lavaux ai castelli di Bellinzona.

"Questa decisione non è stata presa alla leggera e riflette le preoccupazioni degli Stati Uniti per l'arretratezza dell'Unesco, la necessità di una riforma fondamentale nell'organizzazione e tiene conto della sua perenne posizione anti-Israele", ha affermato il dipartimento di Stato, aggiungendo che gli Stati Uniti cercheranno di "rimanere impegnati come stato osservatore non membro per contribuire alle opinioni, le visioni e le competenze dell'organizzazione".

"Mi rammarico profondamente per la decisione degli Stati Uniti di ritirarsi dall'Unesco, di cui ho ricevuto notifica ufficiale con una lettera del segretario di stato americano, Rex Tillerson", si legge in un comunicato della direttrice generale dell'Organizzazione con sede a Parigi, Irina Bokova.

L'ultimo scontro fra Unesco e Israele si era avuto a luglio quando l'agenzia aveva riconosciuto come patrimonio dell'umanità la tomba dei patriarchi ad Hebron in Cisgiordania definendola "sito palestinese" contro appunto il governo di Tel Aviv che aveva parlato di fatto grave sul piano storico e morale. "È una perdita per l'Unesco".

L'Unesco ha accolto con amarezza la decisione della Casa Bianca, definendo il ritiro Usa "una perdita per la famiglia delle Nazioni Unite e per il multilateralismo".

Che cosa ha innescato la clamorosa decisione a stelle e strisce? La decisione è stata motivata accusando l'organizzazione dell'Onu basata a Parigi di "inclinazioni anti israeliane" (dopo le recenti risoluzione che hanno condannato Israele e gli insediamenti). Il rifiuto dell'UNESCO di riconoscere la sovranità di Israele su Gerusalemme Est e sulla parte vecchia della città. E il ricatto è servito.

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