Superbatteri uccidono 700 mila persone l'anno: non esiste una cura

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Per combattere l'antibiotico-resistenza, spiega Vincenzo Mirone, segretario generale della Società Italiana di Urologia (Siu), "è importante evitare il fai da te e che il medico selezioni l'antibiotico in concentrazioni, dosi e tempi adeguati".

In circa quattro casi su dieci di cistiti e di altre infezioni del tratto urinario l'uso di antibiotici è inappropriato. Ai microrganismi che sviluppano tale capacità ci si riferisce spesso con il termine "superbatteri": la conseguenza è che i farmaci risultano inefficaci e le infezioni persistono nell'organismo aumentando il rischio di contagiare anche gli altri. La stessa Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) definisce quello che sembrava un problema una vera e propria emergenza planetaria, che riguarda anche l'Italia.

La Colistina è un antibiotico polimixinico in grado di sconfiggere anche i batteri più resistenti e pericolosi. Basti pensare alle cistiti nelle giovani donne. Va detto che gli scienziati impegnati nella ricerca di nuove armi anti batteri sono tantissimi, ma al momento una soluzione definitiva al problema sembra lontana dal poter essere raggiunta.

Pochi giorni fa, un team di scienziati che ha partecipato all'American Society for Microbiology, ha lanciato un allarme ai grandi del mondo. Un batterio contenente un gene chiamato Mcr-1 si sta diffondendo ad una velocità mai osservata prima. Secondo lo studio è già presente nel 25% dei pazienti ricoverati in ospedale in alcune aree della Cina.

L'ultima spiaggia degli antibiotici è rappresentata dalla Colistina, un farmaco molto potente che resta l'unica arma contro alcuni dei batteri divenuti multi-resistenti. Solo che l'Mcr-1 è resistente anche alla Colistina, cosa che di fatto complica di non poco le cose. Questo vuol dire che per il trattamento delle infezioni da K. pneumoniae resistente ai carbapenemi rimangono pochissimi o addirittura nessun antibiotico efficace. "Se non si fa qualcosa, operazioni di routine e semplici ferite diventeranno mortali". Gli esperti sono concordi che per l'umanità la resistenza batterica potrebbe presto trasformarsi in una apocalisse antibiotica. Ora, sia l'OMS che le Nazioni Unite, insieme al Wellcome Trust e i Governi di diversi Paesi si augurano che le case farmaceutiche promuovano al più presto nuove ricerche per lo sviluppo di nuovi farmaci che possano contrastare il fenomeno.

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