Proposte Ilva inaccettabili, Calenda ferma trattative, lavoratori in sciopero

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Proposte Ilva inaccettabili, Calenda ferma trattative, lavoratori in sciopero

Poche ore dopo lo sciopero dei lavoratori degli stabilimenti di Taranto, Genova e Novi Ligure contro i quattromila esuberi, il ministro Calenda ha annunciato lo stop della trattativa: "Bisogna partire dall'accordo di luglio - ha risposto ai giornalisti -, dove si garantivano i livelli retributivi". Quella dell'Ilva "è una sfida non facile, ma io sono giovane e sono qui per rimanere nel lungo termine e portare avanti con successo questo nel lungo termine - ha continuato Aditya Mittal - Nel business dell'acciaio si tratta gestire gli stakeholder, i dipendenti, il business".

"La proposta dell'azienda su salario ed inquadramento dei lavoratori è irricevibile", scrive sul suo profilo twitter il ministro. Inoltre, come evidenziato nel piano, non ci sarà alcuna continuità rispetto al rapporto di lavoro precedente neanche in relazione al trattamento economico e all'anzianità. "Senza queste conferme, il tavolo non si può aprire", ha aggiunto Calenda. Ne consegue che il tavolo è stato annullato. La delegazione guidata dal Ceo della divisione europea Geert Van Poelvoorde e dal presidente e amministratore delegato di Am Invest Co Matthieu Jehl si è presentata al Mise, "in tutta buona fede, sperando di avviare una trattativa che possa però essere sostenibile da tutti i punti di vista, compreso quello economico".

Marco Bentivogli, segretario della Fim, ha sottolineato come "con queste premesse più che un intesa si ravvisa solo la volontà di scontro da parte dell'azienda". Comprendiamo l'importanza dei livelli occupazionali e infatti abbiamo aumentato il numero degli occupati a 10.000 rispetto alla nostra offerta originaria. "Il resto sarà oggetto della negoziazione, e il nostro obiettivo era fare un primo passo verso un accordo accettabile per tutti".

In pratica, seguendo un iter temporale che prende piede dall'approvazione da parte della maggioranza parlamentare, di cui è espressione - seppur incerta politicamente allo stato attuale - lo stesso Calenda, del Jobs Act si è arrivati ad una conclusione più che scontata in cui tra i tre protagonisti della vicenda (Stato, Gruppo imprenditoriale e lavoratori) si è formata una cordata immaginaria che ha messo totalmente in secondo piano il lavoro e le condizioni dei lavoratori.

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