Pandoro e panettone, destino incrociato: Melegatti in crisi, Cova pensa alla Borsa

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Pandoro e panettone, destino incrociato: Melegatti in crisi, Cova pensa alla Borsa

La notizia che sconvolge tutti gli appassionati del pandoro e del panettone, è la crisi della Melegatti. La situazione finanziaria e produttiva della Melegatti si è fatta così molto complessa, tanto che per la prima volta in 123 anni il pandoro Melegatti potrebbe non essere presente il prossimo Natale sulle tavole. Stamane i lavoratori Melegatti hanno manifestato davanti al municipio di San Giovanni Lupatoto e i dirigenti sindacali e i componenti della Rsu hanno incontrato il sindaco Attilio Gastaldello che si è attivato per un incontro con la proprietà.

Al centro della crisi ci sono i 90 lavoratori in forza allo storico stabilimento di San Giovanni Lupatoto e a quello di San Martino Buon Albergo (sempre in provincia di Verona), inaugurato lo scorso febbraio su un area di 21mila metri quadrati.

Oltre a loro ci sono circa 200 stagionali, che non potendo lavorare non percepiscono stipendio. Un investimento, quest'ultimo, costato all'azienda oltre 10 milioni di euro e che ha portato alla costruzione di una fabbrica destinata essenzialmente alla produzione di croissant. "A San Martino Buon Albergo - ha detto Paola Salvi, segretario della Flai-Cgil, in riferimento a uno dei due siti produttivi - hanno addirittura coperto con il nylon i macchinari".

Gli operai infatti denunciano di non percepire stipendi dal mese di agosto, inoltre la produzione è ferma. Il 3 ottobre scorso, ha rivelato Paola Salvi, "era fissato l'incontro in azienda per un nuovo socio-finanziatore annunciato dalla proprietà, invece si sono presentati degli avvocati che illustrando la situazione si sono contraddetti tra loro".

Il primo caso è il più spinoso, perché vede in fibrillazione una novantina di addetti che hanno denunciato i mancati pagamenti dello stipendio negli ultimi mesi. Purtroppo, per adesso, l'unica certezza di cui dispongono è che da oggi, e fino al 31 ottobre, scatterà la cassa integrazione.

Ci sono stagionali che erano stati chiamati per la produzione invernale, hanno sospeso la disoccupazione e rinunciato ad altre opportunità e poi non hanno lavorato.

L'azienda al momento sta attraversando una crisi societaria, che si potrebbe già risolvere durante la prossima riunione dei soci.

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