'Ndrangheta: sette arresti nel clan Piromalli

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La cosca della 'ndrangheta dei Piromalli avrebbe messo le mani anche sul business dello smaltimento dei rifiuti in Calabria. Ad analoga attivita' estorsiva era sottoposta la "I.A.M". I sette fermati sono accusati di associazione mafiosa, concorso esterno in associazione mafiosa, estorsione e intestazione fittizia di beni.

Blitz della polizia e dei carabinieri in Calabria: sono state arrestate sette persone presunte affiliate alla cosca Piromalli. L'avvocato Giuseppe Luppino, gia' Presidente del consiglio d'amministrazione di "Piana Ambiente S.p.A." nonche' consulente esterno dell'ufficio legale del commissario straordinario per l'emergenza rifiuti in Calabria, sarebbe stato l'uomo politico di riferimento dei Piromalli nell'opera di instradamento verso il termovalorizzatore di Gioia Tauro, attraverso l'impresa dei fratelli Giuseppe, Domenico e Paolo Pisano di Gioia Tauro, pure tra i fermati. Le mani della 'ndrangheta sono sul termovalorizzatore e sul depuratore di Gioa Tauro. L'ex sindaco di Villa Rocco La Valle è accusato invece di essere il "collettore" delle tangenti ed unico interlocutore delle cosche "beneficiarie" delle estorsioni imposte alle società che hanno gestito nel corso del tempo il termovalorizzatore di Gioia Tauro. Nell'ambito dell'operazione, denominata Metauros e condotta dagli agenti della direzione investigativa antimafia calabrese, eseguito anche il sequestro preventivo d'urgenza di quote azionarie di società operanti nel settore della depurazione e del trattamento delle acque, trasporto e compostaggio di rifiuti speciali non pericolosi.

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