MotoGP | Marquez: "Dovi pericoloso, ma guardo anche a Mav"

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Entrambi saranno decisivi questo fine settimana per battere un Marc Marquez sempre scatenato sul tracciato di Phillip Island. Stupore manifestato dallo stesso leader del mondiale, Marquez, che al termine del Gran Premio del Giappone ha ammesso: "Non mi aspettavo un Dovizioso così quest'anno". Su Phillip Island: "Qui Marquez va sempre forte ma il fattore climatico è sempre molto importante". Credo che questo Mondiale se lo giocheranno direttamente loro due in pista, a colpi di gas, qualche sportellata, concentrazione, cercando di non commettere errori ma di essere aggressivi e veloci. "In questo circuito è importante la velocità sulle curve veloci, se sei veloce riesci ad avere un vantaggio su questo circuito, le due curve finali sono le più difficili e importanti del circuito", ha affermato ancora Marquez prima di rispondere alla domanda social di un fan che gli ha chiesto se gli è mai capitato di svegliarsi nel mezzo della notte e pensare alla moto, team e modi per migliorare la honda: "si, soprattutto in circuiti dove hai avuto problemi te li sogni e ti svegli nel mezzo della notte, solo che se ci pensi troppo puoi rimanere sveglio a lungo, quindi cerco di pensarci meno", ha concluso. E' difficile capire qualie sia il pacchetto migliore.

Per fortuna però il Motomondiale si accorge dopo tanto tempo della presenza di un paladino che sta compiendo una cavalcata tanto meravigliosa quanto inaspettata: quell'Andrea Dovizioso che fino allo scorso anno si era imposto soltanto una volta (Donington 2009) nella classe regina.

"Vincere ha sicuramente un grande effetto sia sul pilota sia sull'intero team.": c'è entusiasmo nel team Ducati e Andrea Dovizioso non lo nasconde. "Nonostante le difficili condizioni, le abbiamo gestite al meglio e anche qui dovremo tenere in considerazione la possibilità di cambiamenti climatici". Soprattutto durante il pre-campionato è stato un circuito dove sono stato davvero veloce ma arriviamo qui con una moto completamente diversa, in un modo completamente diverso. La mia mentalità però è sempre la stessa: provarci sempre fino all'ultima curva. E' riuscito ad oscurare almeno per una stagione il mito di Valentino facendo parlare anche un po' si sé, lui che - al contrario del Dottore - non ama stare sotto i riflettori e fuori dalla pista è un tipo schivo e riservatissimo. Dopo i 7 anni tra la prima e la seconda vittoria, sono passate 7 gare tra la seconda e la terza, e poi altri 7 giorni tra la terza e la quarta. Penso solo a guidare e vedremo se la moto andrà bene qui. "In Austria invece ero al limite, ma ci ho provato". Non vedo l'ora di incominciare, è un circuito che mi piace molto. Però la lasciamo alle spalle, nessuna pressione adesso. Questo campionato così bello vorrei che si decidesse senza questo tipo di azzardi: "ce ne sono stati abbastanza". Per lui, i risultati della Ducati stanno davanti ai propri risultati. "Cercheremo di dare il massimo come sempre". "Il peggio al Montmelò, una gara da dimenticare".

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