Miele: pesticidi in tre quarti del miele nel mondo. Allarme

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Miele: pesticidi in tre quarti del miele nel mondo. Allarme

Miele contaminato da insetticida. Oltre ad essere un importante alimento per il consumo umano, infatti, il miele costituisce la dieta delle api, che lo elaborano a partire dal nettare del fiore (ma non solo da lì) e lo immagazzinano nelle loro casette - nel caso di apicolture, nelle arnie. Ma il dato più inquietante è che quasi la metà dei campioni registrava dosi di neonicotinoidi superiori alla soglia neuroattiva considerata pericolosa per gli insetti impollinatori (ma entro la soglia considerata sicura per il consumo umano).

Secondo quanto pubblicato sulla rivista "Science", gli scienziati dell'Università di Neuchâtel e del Giardino botanico di Neuchâtel hanno rilevato che tre campioni su quattro sono positivi per questi pesticidi, il 30% sono contaminati da un singolo neonicotinoide, il 45% da due o più, il 10% ne contiene quattro-cinque diversi.

Le api sopravvivono all'inverno nutrendosi di miele: la contaminazione è quindi cronica e senza confini, e persino i mieli di isole in mezzo al Pacifico risultano inquinati. Un impatto assolutamente significativo soprattutto se confrontato con i dati dello studio del dottor Mitchell: analizzando 198 campioni di miele provenienti da tutto il mondo lo studio ha stabilito che 3 campioni su 4 contengono neonicotinoidi.

Miele amaro. Non sorprendentemente, si è visto che il 75% dei campioni (provenienti da ogni continente escluso l'Antartide) conteneva almeno uno dei cinque tipi di neonicotinoidi cercati.

I ricercatori sottolineano anche l'importanza di condurre ricerche sugli specifici effetti legati alla presenza di differenti neonicotenoidi, dato che ciascuno di essi agisce preferenzialmente su gruppi di neuroni diversi con effetti potenzialmente più gravi.

Non bisogna dimenticare inoltre che le api rappresentano un componente essenziale per la riproduzione delle piante e dunque per la sopravvivenza degli ecosistemi: un elemento che secondo gli autori potrebbe spingere a ridurre l'uso di questi pesticidi, come si discute da tempo. I pesticidi di neonicotinoidi sono stati identificati o sospettati come un fattore chiave responsabile di questo declino.

Gli autori sottolineano che le concentrazioni sono comunque inferiori ai livelli autorizzati dall'Ue nei prodotti alimentari e nei mangimi, ma citano alcuni studi sugli effetti di queste sostanze nei vertebrati, dal funzionamento immunitario compromesso alla crescita ridotta, aspetti che possono determinare un riesame di queste restrizioni.

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