Licenziato il produttore Harvey Weinstein, accusato negli Usa di molestie sessuali

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Licenziato il produttore Harvey Weinstein, accusato negli Usa di molestie sessuali

Subito dopo la diffusione pubblica della notizia, la società che Weinstein ha co-fondato, la Weinstein Co., ha licenziato con effetto immediato il produttore.

Produttore di molti film di successo tra i quali Pulp Fiction e il premio Oscar Shakespeare in Love, il caso Weinstein ha scatenato un vero e proprio terremoto mediatico, anche per via dei suoi rapporti con la politica: era infatti un finanziatore importante del Partito Democratico americano e si era spesso speso attivamente in iniziative e campagne in favore dei diritti delle donne.

Da parte sua, Harvey Weinstein ha risposto alle accuse dichiarando di essere cosciente di essersi comportato male in passato con alcuni suoi colleghi, chiedendo formalmente perdono in una lettera di scuse: "Mi scuso per i miei atteggiamenti che hanno provocato tanto dolore".

Tutto è nato dopo il polverone sollevato dal New York Times, che attraverso le sue indiscrezioni ha portato alla luce le molestie nei confronti di dipendenti e attrici.

A difendere Weinstein, la sua amica stilista Donna Karan "E'un uomo meraviglioso Forse ci dovremmo chiedere se il modo in cui ci si veste non suggerisca che è quello che vogliamoSiamo noi che dobbiamo badare a noi stesse Mi domando anche come ci mostriamo?"

Non sono ovviamente bastate le scuse pubbliche di Harvey Weinstein per calmare gli animi di una vicenda di cui si continuerà a parlare ancora per molto. Poi ha voluto chiarire la sua precedenza posizione: "Non tutti sapevano, Harvey ha sostenuto il mio lavoro ed è stato sempre rispettoso con me". Tra queste ultime anche Ashley Judd e Rose McGowan: loro pubblicamente hanno raccontato gli abusi dell'uomo: l'attrice nota per Streghe, sul proprio profilo Twitter, ha scritto: "Questa è la ragazza che è stata vittima di un mostro. Il suo comportamento è inscusabile".

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