Legge elettorale: fiducia sul Rosatellum bis. Opposizione: "Colpo di Stato"

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Legge elettorale: fiducia sul Rosatellum bis. Opposizione:

Marco Meloni (Pd), non voterò fiducia - Il governo ponendo la fiducia sulla legge elettorale, "ha compiuto un grave strappo istituzionale".

A favore della legge sono, come ormai noto, Pd, Forza Italia, Lega Nord e partiti centristi della maggioranza, mentre alla veemente protesta di 5 stelle e sinistre si è aggiunta Fratelli d'Italia. È proprio su questo che la Corte Costituzionale ha dovuto pronunciarsi, specificando se sia ammissibile porre la questione di fiducia sulla discussione di una legge elettorale, una pratica compiuta non solo in questi giorni, ma anche durante la discussione sull'Italicum.

Una fonte vicina al Quirinale dice che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che da tempo ha chiesto al Parlamento una legge che armonizzi i sistemi di voto di Camera e Senato, non si esprime sui contenuti del nuovo accordo elettorale e ritiene che la questione della fiducia riguardi il governo. Rispetto al tema della fiducia parlamentare, deputato cremasco di Mdp Franco Bordo ricorda come "insediandosi, il premier Gentiloni aveva promesso solennemente che ciò non sarebbe mai accaduto".

E così il Cavaliere ha ottenuto una legge che non lo costringe alla lista unica con il ragazzo padano, e anzi sostiene di avere la certezza "matematica" di poter eleggere 65 deputati con il proporzionale, quanto gli basta ad avere nella prossima legislatura una forza autonoma e personale. Pierluigi Bersani, presenziando alle manifestazioni dell'opposizione, ha posto difatti l'accento sulla "Perdita di credibilità di Gentiloni". "Non voglio credere che sia vero". A pochi metri di distanza, in piazza del Pantheon, sfilano a uno a uno i big di Mdp e Sinistra italiana.

La Lega voterà sì al Rosatellum, e i militanti pentastellati non glielo perdonano: Bossi viene sommerso da fischi e insulti: "hai rubato i soldi dei cittadini", "traditore". Sembrano peccati veniali quelli relativi al modo di arrivare alla conclusione di questi sforzi (si è fatto abbondante ricorso alla fiducia per ogni tipo di decisione e l'alta maggioranza raggiunta in Parlamento, con una parte delle opposizioni, compensa l'atto di forza del governo) e alla modifica delle regole del gioco poco prima di cominciare il gioco (procedura poco corretta, ma non illegittima costituzionalmente). Pazienza. Contrari anche i deputati di Giuliano Pisapia (che dopo la rottura a sinistra non vogliono fare la stampella del Pd).

Tra piazze e emiciclo parte questo pomeriggio la maratona del Rosatellum bis.

Ci sarà il leader Luigi Di Maio ma non Beppe Grillo, che sarà invece a Roma domani per il voto finale. La seconda fiducia, sull'articolo 2 sarà votata dalle 19:30 (dichiarazioni di voto dalle 17:30). Gli fa eco il "nemico" interno al M5s, Roberto Fico, che davanti a Montecitorio spiega ai giornalisti come l'intera vicenda sia scandalosa.

Matteo Renzi, però, ha risponsto a tono alle accuse: "La fiducia può essere discutibile, ma non c'è stato alcun colpo di mano, non è un colpo di Stato ed è assurdo parlare di fascismo, bisognerebbe ricordare che la usò anche Alcide de Gasperi".

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