Golden power per Tim: ecco che cosa cambia

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Golden power per Tim: ecco che cosa cambia

"Credo che vadano separate le due società".

"Infine, Calenda ha concluso l'intervento sulla golden power che deve essere "equa ed equilibrata, non punitiva", senza immaginare lo scorporo di Sparkle da Tim. Non mi interessa punire l'investitore straniero", ma "quando si viene in un Paese si devono rispettare le regole di quel Paese", a cominciare da quella, contestata, della mancata comunicazione del controllo societario, che comporterebbe una sanzione.

Le prescrizioni del Governo "riguardano il mantenimento stabile sul territorio nazionale delle funzioni di gestione e sicurezza delle reti e dei servizi e delle forniture che supportano attività "strategiche" e "strategiche chiave", altre sono volte a garantire la continuità delle funzioni connesse alle attività di rilevanza strategica per il sistema di difesa e sicurezza nazionale", si legge nella nota di Palazzo Chigi, che inoltre impone di prevedere "la piena autonomia sia sotto il profilo economico-finanziario che di gestione del personale, attraverso l'assegnazione di una dotazione di risorse umane, finanziarie e strumentali idonee a garantire l'indipendenza della funzione".

Ciascuna delle società di cui sopra dovrà poi fornire preventiva informazione in merito ad ogni decisione che possa ridurre o cedere capacità tecnologiche, operative, industriali nelle attività strategiche. I dirigenti di queste attività potranno avere la sola cittadinanza italiana ed essere nominati con l'assenso del governo: in sostanza sono tagliati fuori il presidente di Tim, il francese Arnaud de Puyfontaine (che è anche ceo di Vivendi), e il neo-amministratore delegato di Tim, l'israeliano Amos Genish.

Tim ha ora 90 giorni per adeguarsi alle prescrizione e dovrà trasmettere semestralmente una relazione al governo. "Il tema più rilevante per Tim è però legato alla rete e alla prescrizione che il governo vorrà imporre", aggiungono. Sarebbero queste le prime scadenze fissate durante l'incontro ribattezzato Tavolo per Roma, che si è tenuto martedì nella sede del ministero dello Sviluppo economico tra il ministro Carlo Calenda, la sindaca Virginia Raggi, il governatore della Regione Lazio Nicola Zingaretti e i segretari nazionali di Cgil, Cisl e Uil.

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