FT: pronta stangata Ue su tasse Amazon

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FT: pronta stangata Ue su tasse Amazon

L'Unione Europea ha ordinato ad Amazon di rimborsare 250 milioni di euro di imposte al Lussemburgo, sostenendo che il gruppo di vendite online gode di vantaggi fiscali ingiustificati dal 2003.

Il Lussemburgo, segnala ancora la Commissione Ue al termine della sua indagine cominciata nel 2014, "deve ora recuperare l'aiuto illegale".

Quello di Amazon, scrive la Commissione, è un comportamento "illegale perché le ha consentito di pagare molte meno tasse di altre aziende". Valutazione che per altro era già emersa a inizio 2015 all'interno dell'indagine condotta da Bruxelles che vedeva coinvolti anche altri big a stelle e strisce come Apple e Starbucks.

Il colosso dell'e-commerce replica con una nota alla relazione della Commissione: "Riteniamo che Amazon non abbia ricevuto alcun trattamento speciale dal Lussemburgo e di aver pagato le tasse in piena conformità con la legislazione fiscale lussemburghese ed internazionale".

La Commissione Ue ha inoltre deciso di deferire l'Irlanda alla Corte di Giustizia per non aver recuperato dalla casa di Cupertino i 13 miliardi di euro di aiuti di Stato illegali, come richiesto nell'agosto 2016. Insomma, "tre quarti dei suoi profitti non sono stati tassati" grazie a un accordo fiscale stretto nel 2003. "I nostri 50 mila dipendenti in tutta Europa rimangono focalizzati a offrire il miglior servizio ai nostri clienti e alle centinaia di migliaia di piccole imprese che lavorano con noi".

Margrethe Vestager, commissaria alla Concorrenza, precisa infatti che "non si possono dare alle multinazionali dei benefici fiscali che alle altre aziende non sono riconosciuti".

Pure il Lussemburgo ha risposto: "Siccome Amazon è stata tassata in accordo con le regole fiscali applicabili in quel momento, il Lussemburgo ritiene che la Società non abbia ricevuto aiuti di stato incompatibili".

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