Firenze, un'altra turista statunitense stuprata: è stato uno straniero

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Firenze, un'altra turista statunitense stuprata: è stato uno straniero

"Camminavo da sola per strada, saranno state le 23:30". La conversazione è diventata intima e i due si sono appartati in cerca di un luogo che desse loro intimità, ma ad un certo punto la ragazza ci ha ripensato e voleva tornare dalle amiche, azione che ha indispettito l'uomo portandolo ad usare la violenza per ottenere quanto desiderato. G., ha fatto di un sabato sera a Firenze, quando è stata molestata da un branco, ed è stata poi salvata da un venditore di rose. E' successo lo scorso sabato sera nel pieno centro di Firenze.

La giovane, racconta, respinge le avances ma diventa sempre più difficile divincolarsi.

Il gruppo di ragazzi, prosegue la ragazza, "decide di accerchiarmi ancora di più, tenermi per un braccio e iniziare a insultarmi". "Decidono di tirarmi addosso bicchieri e cannucce e uno di loro, o forse un paio, mi sputano, o tentano di farlo, mentre altri riprendevano con il telefonino", prosegue la giovane.

Inizia così, in un post su Facebook, il racconto che una ragazza livornese, G. "L'unica persona che interviene è il Signore nella foto Hossein, un venditore di rose ambulante che risce a mandare via i ragazzi (che chiaramente vedendomi andare via con lui mi non hanno mancato di darmi della "*****"), mi dà un fazzoletto per asciugarmi le lacrime, mi porta in un posto dove mi offre da mangiare e da bere, mi fa portare degli asciugamani per pulirmi e mi regala una rosa.

La città di Firenze torna purtroppo agli onori della cronaca per un nuovo caso di violenza; solo pochi mesi fa era stata data la notizia di due ragazze americane che avevano accusato due carabinieri di violenza dopo averle accompagnate a casa in seguito ad una serata trascorsa in discoteca.

Grazie perché a questo mondo ci sono persone come Hossein, che aiutano senza volere niente in cambio. "Noi tutte - conclude la ragazza - dovremmo trovare la forza di dire ciò che ci accade, trovare il coraggio di parlare, per essere solidali e per non abituarci a questa mentalità macista e per liberarcene".

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