Crac Cirio, Pg: ridurre pena a Geronzi e Cragnotti

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Crac Cirio, Pg: ridurre pena a Geronzi e Cragnotti

(Teleborsa) - Diventa definitiva la condanna di Cesare Geronzi per il crac Cirio.La Corte di Cassazione ha infatti confermato la condanna a quattro anni di reclusione per il banchiere. L'udienza si è svolta nell'Aula Giallombardo, piena di avvocati per via delle centinaia di risparmiatori che avevano investito nei bond con il marchio dei pomodori pelati e che sono rimasti coinvolti nella bancarotta che ha bruciato più di 1100 milioni di euro, come appurato dalle indagini iniziate nel 2003. Per quanto riguarda invece la posizione di Cragnotti, il procuratore generale ha chiesto l'annullamento senza rinvio solo per uno dei capi di imputazione, quello relativo ai finanziamenti dati alla squadra di calcio della Lazio.

Anzi per Geronzi, sebbene non quantificato, l'alleggerimento di pena richiesto è più sostanzioso, per il quale è stato chiesto l'annullamento senza rinvio per la vicenda Eurolat, il settore latte della Cirio. E' un "risultato straordinario", ha detto il suo legale Massimo Krogh. Diversamente, sarebbe come ritenere "responsabile di un omicidio anche la persona che ha gonfiato le gomme o ha rifornito di benzina la macchina usata da altri per andare a compiere un delitto". Come abbiamo imparato a seguire in questi anni, il crac della Cirio fu l'antesignano del risparmio tradito: di fatto colpì 30mila risparmiatori che persero complessivamente un miliardo di euro. Per i rimanenti capi d'imputazione, la procura ha chiesto l'inammissibilità del ricorso. Sentenza irrevocabile di condanna a 2 anni di reclusione, coperti da indulto, anche per gli ex funzionari della Banca di Roma Pietro Celestino Locati e Antonio Nottola. Nel complesso comunque i giudici hanno confermato quasi totalmente il verdetto del 10 aprile 2015 dalla Corte d'Appello di Roma.

I reati contestati nel processo sono la bancarotta distrattiva, la bancarotta preferenziale e la truffa, ma queste ultime due fattispecie sono già state dichiarate prescritte in appello. Il verdetto è atteso oggi.

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