Chiellini, 12 anni di Juve: "Io tra Pavel Nedved, Trieste e Cardiff"

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Chiellini, 12 anni di Juve:

Il 15 ottobre del 2005 Giorgio Chiellini faceva il suo esordio assoluto con la maglia della Juventus, contro il Messina. Matuidi e Bentancur sono stati obbligati ad inserirsi in fretta. Dunque, mercoledì sera all'Allianz Stadium, ci si gioca il futuro di Champions, perché poi la prossima i bianconeri andranno dentro al torrido Alvalade di Lisbona.

Queste le parole del difensore bianconero in sede di conferenza stampa: "Abbiamo 2 punti in meno dell'anno scorso, bisogna star sereni". Prima della Lazio ci sono state le Nazionali che ci hanno tolto energie, fisiche e mentali. Ma non c'è da fare chissà che cosa, c'è solo da volere un po' di più risultato, non è una questione tattica o di cose simili. Massimiliano Allegri la pensa uguale ("è matematica") e ci tiene a smorzare qualsiasi polemica: "Non siamo in crisi - risponde - e da noi deve regnare l'equilibrio: non dobbiamo deprimerci perché abbiamo pareggiato a Bergamo e perso in casa con la Lazio".

"Non è un problema di concentrazione. Appena si allenta un attimo la paura dell'avversario, tutto diventa più difficile".

"Con tutto il rispetto, quando non si prende gol io sono il primo a dire che non è merito mio o nostro della difesa".

Punzecchiato da precisa domanda, Chiellini ha parlato dell'inserimento dei nuovo giocatori: "Non è vero che quest'anno i nuovi non si stanno inserendo bene". Erano la squadra più forte della quarta fascia al sorteggio e abbiamo rispetto per loro. "Lo Sporting è un'ottima squadra, ha un allenatore che porta brutti ricordi (guidava il Benfica che eliminò la Juve nella semifinale di Europa League nel 2014, ndr)". La chiusura è sul rinnovo contrattuale, a cui Chiellini rivela di non pensare: "Non ne ho mai parlato perché basteranno cinque minuti, qua sono in famiglia. Ma per ora non ci ho nemmeno pensato". Domani è come un sedicesimo di finale. Ci vuole pazienza, il nostro obiettivo è arrivare ad essere al punto giusto a marzo. La delusione maggiore resta la Champions: "Nel 2015 e nel 2017 siamo stati a un passo dalla storia, quando ci si ripensa resta sempre un po' di delusione ma anche la consapevolezza di avere fatto qualcosa di straordinario". A parlarne oggi è stato Giorgio Chiellini, compagno di mille avventure tra Juve e nazionale: "Leo è tranquillo, è difficile cambiare ambiente, facciamo il tifo per lui come persona perché il rapporto è buonissimo".

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