Catalogna. Arrestati nuovamente due indipendentisti

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Catalogna. Arrestati nuovamente due indipendentisti

Tensione alle stelle in Catalogna. Oggi l'intera regione ha scioperato contro il governo centrale. Da Madrid è partito l'ordine di arrestare i presidenti delle due organizzazioni indipendentiste catalane Anc e Omnium.

Nel corso del pomeriggio si è diffusa la notizia della richiesta di arresto del comandante dei Mossos D'Esquadra, la polizia catalana, intentata dalla procura spagnola.

La vicepremier spagnola Soraya de Santamaria ha confermato che giovedì 19 ottobre alle 10 scadrà la seconda e ultima scadenza dell'ultimatum al presidente catalano Carles Puigdemont, prima dell'attivazione dell'articolo 155 della Costituzione. La cifra potrebbe essere anche più alta perché i dati comprendono solo le province di Barcellona e Gerona, ma non quelle di Tarragona e di Lerida. È quanto emerge dai dati del Colegio de Registradores de España, il registro delle imprese.

A fronte di una situazione tanto delicata, cresce il malcontento della popolazione nei confronti delle misure restrittive messe in atto dal Governo di Madrid per arginare la questione indipendentistia.

La carcerazione preventiva di Jordi Sánchez e Jordi Cuixart, due personaggi molto conosciuti in Catalogna e molto popolari tra gli indipendentisti, ha provocato contestazioni forti: nel campo degli indipendentisti i due Jordi sono stati definiti "prigionieri politici", incarcerati a causa delle loro idee. In tutte le città ci sono state manifestazioni spontanee davanti ai municipi e ai luoghi di lavoro. La protesta più rilevante ovviamente si è tenuta a Barcellona dove migliaia di persone si sono riunite a piazza Sant Jaume, davanti alla sede del Govern. Nel tardo pomeriggio del 16 ottobre, però, la giudice Carmen Lamea si è pronunciata rigettando la richiesta di arresto per Trapero, che dunque resta in libertà, proibendogli però di lasciare il Paese.

Tra i manifestanti era presente anche il presidente Puigdemont, che più volte si è schierato apertamente contro le decisioni del governo centrale, rivendicando con fermezza la legittimità del referendum per l'indipendenza della Catalogna. Subito dopo l'annuncio della carcerazione preventiva per Jordi Sánchez e Jordi Cuixart, entrambi gli indagati hanno diffuso un video preparato in precedenza in caso di arresto e rivolto ai propri sostenitori, nel quale invitano a continuare a mobilitarsi per l'indipendenza catalana con mezzi pacifici.

Intanto, la riunione odierna del "Govern" è dedicata principalmente al secondo ultimatum del premier spagnolo Mariano Rajoy.

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