Pil, Istat conferma: "Crescita +0,9% nel 2016"

Share

Pil, Istat conferma:

L'indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche rispetto al Pil, pari al -2,5% nel 2016. Nel 2015, infatti, il Pil è cresciuto dell'1% e non dello 0,8% come stimato in precedenza: numeri alla mano, appunto, si tratta quindi di un rialzo di due decimali rispetto ai dati conosciuti fino a oggi.

Gli aggiornamenti comunicati dall'Istat cambieranno di poco le macro-variabili tendenziali della Nota di aggiornamento del Def: per capirci, la prospettiva della crescita economica italiana, senza tener conto della manovra del Governo, rimarrà pari all'1,5 quest'anno e all'1,2 per cento l'anno prossimo. In calo la pressione fiscale, pari al 42,7% del Pil, contro la stima precedente di 42,9%. Non proprio: il dato positivo è dovuto all'aumento del Pil che, per ragioni puramente aritmetiche, fa scendere il rapporto.

Nel 2016 gli investimenti fissi lordi sono cresciuti in volume del 2,8%, i consumi finali nazionali dell'1,3%, le esportazioni di beni e servizi del 2,4% e le importazioni del 3,1%.

Quanto ai settori, "il valore aggiunto, a prezzi costanti, e' aumentato dell'1,7% nell'industria in senso stretto e dello 0,6% nel settore dei servizi".

Per l'insieme delle società non finanziarie, la quota di profitto è pari al 42,2% e il tasso di investimento al 20,2%. Il risultato è anche più alto in confronto con quello del 2016 (+0,9%), quando quindi il Pil è leggermente calato su base annua. Il reddito disponibile delle famiglie consumatrici ha segnato una crescita dell'1,6% sia in valore nominale, sia in termini di potere d'acquisto. I consumi privati sono aumentati dell'1,5%, la propensione al risparmio delle famiglie è aumentata all'8,6% dall'8,4% del 2015.

La prima buona notizia riguarda il rapporto fra debito e prodotto, variabile cruciale e delicatissima, ai fini degli esami europei e di mercato. In un discorso al Trinity College di Dublino, il presidente della Bce, Mario Draghi, ha ricordato come "il Pil dell'Eurozona sia in crescita da 17 trimestri consecutivi, creando nel complesso oltre 6 milioni di posti di lavoro". Nel 2014 si era invece attestato al 131,8 per cento.

Share

Pubblicità



© Molisedoc. Tutti i diritti riservati.