Nord Corea: per USA "dolore e sofferenza" in risposta alle nuove sanzioni

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Nord Corea: per USA

Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato all'unanimità nuove sanzioni contro la Corea del Nord, sanzioni che prevedono il divieto di esportazione nel settore tessile e una riduzione degli approvvigionamenti di petrolio.

La presidenza sudcoreana ha dichiarato che "la Corea del Nord deve capire che una sfida sconsiderata contro la pace internazionale porterà solo a sanzioni più dure", mentre il premier giapponese Shinzo Abe ha commentato il voto del Consiglio di sicurezza affermando che è importante cambiare la politica nordcoreana esercitando pressioni più forti. L'indirizzamento delle sanzioni più pesanti nei confronti dell'industria tessile, fra le più remunerative per la Corea del Nord, è certamente un colpo duro inferto a Pyongyang.

Inoltre, il testo ha portato anche alla cancellazione dell'iscrizione di Kim alla lista nera, il che avrebbe portato al divieto di mettersi in viaggio e al congelamento di tutti i suoi asset. Ovvero il petrolio. E' stato proprio su questo aspetto che gli americani che hanno concesso di più, come si può leggere nella prima parte del documento: "Gli Stati membri devono vietare fornitura vendita e trasferimento in Corea del Nord di gas naturale e prodotti petroliferi raffinati". Si pone tuttavia un'eccezione consentendo la "fornitura, il trasferimento o la vendita a Pyongyang di tutti i derivati del petrolio sino a 500 mila barili per un periodo di tre mesi a partire dal primo ottobre, e sino a 2 milioni di barili all'anno a partire dal primo gennaio 2018". E' la nona risoluzione di sanzioni adottata all'unaminità dal Consiglio di Sicurezza dal 2006 a proposito dei programmi missilistici e nucleare della Corea. "Le misure che adotterà la Nord Corea comporterebbero grandi dolori e sofferenze per gli Stati Uniti, mai ancora provate nella loro storia", si legge nel comunicato, dove si sottolinea che, al fine di evitare la distruzione totale, gli USA devono far terminare il confronto politico, economico e militare con la Corea del Nord. "Il risultato raggiunto - ha sottolineato Nikki Haley - non sarebbe stato possibile senza la relazione avviata tra il presidente Donald Trump ed il leader cinese Xi Jinping".

La risoluzione n. 2375 è stata approvata all'unanimità, ma la formula che ne è uscita rappresenta la spaccatura vera e propria in particolare fra l'impostazione russa e quella statunitense.

La Russia, che confina con la Corea del Nord, vorrebbe invece mantenere il dialogo aperto coinvolgendo il regime in opere strategiche di sviluppo e nei commerci bilaterali, e vorrebbe soprattutto la denuclearizzazione della penisola, anche della parte sudcoreana.

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