No alla paura, lo Ius Soli diventi una grande festa della cittadinanza

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No alla paura, lo Ius Soli diventi una grande festa della cittadinanza

Si tratta dell'ennesimo episodio di quella perdita di significatività del discorso politico che è anche alla base del distacco dei cittadini dai suoi rappresentanti: c'è un partito di maggioranza che dice apertamente che questa maggioranza non esiste più e si pone sulla linea del tirare a campare rinunciando a profilare le sue convinzioni e le promesse rivolte al suo elettorato per non si capisce quale motivazione politica.

"Orfini chiede ai ministri del Pd di lavorare perché si giunga alla richiesta di fiducia sullo ius soli".

Una grande "festa per la cittadinanza", un evento solenne che celebra i diritti che un paese civile deve avere: questo dovrebbe essere l'approvazione dello Ius Soli in Italia. Perché è proprio a loro che compete questa decisione. Se la abbiamo approvata alla Camera è grazie al Pd. Ma penso sia molto atteso da molti giovani che sono nati in Italia e che sono a tutti gli effetti italiani" e "credo sia conveniente per tutti farne dei buoni cittadini. Continua: "Questi ragazzi sono una risorsa, fanno lavori che spesso non facciamo". L'aver progressivamente svuotato il patrimonio di idee che costituivano la sua identità non la esime suo malgrado dal vedersi intestate certe battaglie che sono state un tratto identitario della sua storia, dei principi fondanti della civiltà del diritto e della democrazia.

All'interno del governo Gentiloni, il dottor Delrio, medico endocrinologo di formazione cattolica con nove figli, è considerato il capofila di un'ala più umanitaria e solidale sul tema migratorio rispetto a quella "legge e ordine" incarnata dal ministro dell'Interno Marco Minniti: una diversità di approccio divenuta plastica quest'estate in occasione della polemica sull'uso dei porti, all'indomani dell'approvazione del codice di condotta per le Ong. Normale quindi che il tema sia per lui particolarmente sensibile. Renzi sta con Gentiloni, e viceversa. Il fatto è che il titolare dei Trasporti tocca un tasto dolente dentro al Pd. Le condizioni ora non ci sono. Farebbe meglio a prendere atto che il suo percorso è giunto alla fine, visto che anche la legislatura ormai è agli sgoccioli, invece di denunciare pubblicamente la sua impotenza. Secondo Massimo D'Alema rinunciare allo ius soli può essere addirittura un problema di sicurezza: "Che milioni di ragazzini che nascono qui siano apolidi è un errore enorme".

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