Mertens: "Rigori? Non potevo lasciarli a Jorginho. Su Hamsik..."

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E se è vero che gli avversari incontrati sulla strada non erano irresistibili (trasferte a Verona e Bologna, la scomoda Atalanta in casa e oggi il Benevento) è vero pure che un inizio così conferma le ambizioni degli azzurri e certifica la solidità del Napoli, atteso mercoledì al primo vero esame all'Olimpico contro la Lazio. Oggi la squadra ha alzato il livello e si è ritrovata. Ha caratteristiche diverse, ma sta dimostrando di essere tra i più bravi al mondo a far gol.

Sarri si attende una risposta importante a livello mentale dopo il calo d'intensità fatto registrare dopo il playoff di Champions vinto contro il Nizza. "Se la partita contro lo Shakhtar fosse rimasta in equilibrio come si sperava, l'ingresso di Mertens sarebbe stata un'arma importantissima".

Intervistato ai microfoni di 'Mediaset Premium', Mertens gonfia il petto: "Sappiamo che possiamo fare male, con lo Shakhtar abbiamo sbagliato e non abbiamo fatto il nostro gioco". Questa volta magari non è stata una mossa giusta perché il risultato è stato a sfavore. Hamsik? E' in crescita, oggi ha mostrato chiari segnali. Sì, abbiamo pensato il secondo rigore di farglielo tirare. Turnover europeo? Diawara lo scorso anno ha giocato più di Jorginho in Champions, Zielinski sta giocando più di Allan almeno fino ad oggi, la scelta su Mertens era legata alle peculiarità di Dries che necessitano di grande freschezza. La partita di Coppa mi ha lasciato perplesso da questo punto di vista. "Prima che andasse via Higuain, lui voleva qualcosa in più ma l'idea di cederlo non è mai stata presa in considerazione". Anche quando entrava dalla panchina e spaccava le partite. Forse solo la Premier League lo vedo un campionato superiore al nostro.

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